Come ogni anno il mondo del calcio ripete lo stesso film dell’orrore. Una pellicola ripercorre quasi sempre la stessa trama, la quale assume un significato sempre più drammatico con lo scorrere delle stagioni. In questa torrida estate non sono mancati punti di penalizzazione ed esclusioni. Alcune di esse sono state molto discusse, come quelle di Teramo e Catania che hanno subito diverse condanne (siciliani in Lega Pro e abruzzesi in D) nonostante le accuse fossero simili. Per farci un quadro molto più chiaro della situazione abbiamo contattato Antonio Loschiavo, ex dirigente del Benevento e massimo conoscitore di carte federali, che ha così commentato quanto accaduto negli ultimi giorni: “Credo che il Catania abbia subito una riduzione della pena grazie all’ammissione di colpa di Pulvirenti. In questi processi si tiene conto in maniera importante di questo aspetto. Ciò che resta è che a rendere sempre più incerto questo sistema sono queste pene post stagione, oltre che i numerosi fallimenti. Manca poco per l’inizio dei campionati e ancora non conosciamo i gironi, un dato che fa riflettere”.
In virtù di ciò crede in un nuovo slittamento dei campionato?
“Sarebbe la cosa più logica. La definizione dei gironi avverrà alla fine del mese di agosto e se persisteranno queste incertezze non credo ci sia il tempo materiale per cominciare il sei settembre”.
Cosa bisognerebbe fare per evitare questi problemi in futuro?
“Non è semplice trovare delle soluzioni a tematiche tanto delicate. Penso sia un fatto culturale, una presa di responsabilità da parte di tutte le componenti del mondo del calcio. Solo questo può aiutare l’intero movimento, cosa che accade già in altre nazioni dove il calcio è visto con gioia e con gli stadi pieni. In Italia c’è un progressivo allontanamento perché c’è qualcosa che non funziona. Per me che ho iniziato a fare calcio da trent’anni le differenze si avvertono e come”.
Cosa ne pensa del Benevento?
“Anche quest’anno la società ha dimostrato di avere le idee chiare. Sulla carta è da primato, fermo restano che da queste situazioni anomale possono venirne fuori sempre cose assurde. Basti guardare lo scorso anno il Vicenza in serie B. Fu ripescato, cominciò in ritardo e comunque lottò per la promozione fino all’ultima giornata andando a ostacolare quelle società che avevano le idee chiare sin dall’inizio”.
Cosa c’è per il suo futuro?
“Il calcio sta cambiando ed è giusto guardare bene i progetti prima di accettare qualsiasi incarico”.
Ivan Calabrese