Carenza di personale, reparti chiusi e assistenza spesso a rilento o inefficiente. Dalla Città ospedaliera di Avellino arriva una nuova segnalazione per i disagi che si registrano in questi giorni.
Ieri mattina, una signora anziana aveva una visita di controllo alla tiroide fissata per le 8.30, dopo una prenotazione presa 220 giorni fa. La donna, accompagnata dalla figlia, ha trovato il reparto chiuso. Così recandosi presso la direzione, all’Ufficio dei reclami situato al primo piano, ha fatto presente il problema (tra l'altro, parliamo di una paziente in età avanzata che è stata già operata di tumore), sottolineando che le sue condizioni di salute non sono delle migliori.
Ma, per tutta risposta, si è sentita dire che non era possibile fare la visita in giornata, perché il dottore non c'era. Quindi doveva ritornare. Gli addetti, poi, per giustificarsi, avrebbero affermato di aver provato a contattare telefonicamente il numero della stessa paziente proprio per informarla che non sarebbe stato possibile effettuare il controllo alla data fissata. Ma, in realtà, la signora non aveva mai lasciato un numero di telefono al quale essere contattata, perché non le era mai stato richiesto.
Usciti dalla Città Ospedaliera, madre e figlia si sono rivolte al comando provinciale della Guardia di Finanza di Avellino per sporgere denuncia. Sottolineando ai militari che «non si possono trattare così i pazienti con seri problemi di salute e usarli come se fossero oggetti, sbattendoli su e giù tra i reparti senza concludere niente». E a quanto, proprio i finanzieri che hanno raccolto la denuncia avrebbero detto alle due signore che in questi giorni stanno arrivando presso il comando tantissime segnalazioni di pazienti contro l’inefficienza dell’assistenza sanitaria prestata presso la struttura di Contrada Amoretta.
Alca