Avellino

«Sono tre le azioni concrete che potrebbero far recedere i lavoratori dal fare sciopero il 6 febbraio: una data certa sul pagamento degli stipendi arretrati e della tredicesima per strutturati (dicembre) e interinali (novembre e dicembre); la liquidazione, in breve tempo, dei premi di produzione; e l’erogazione ad una scadenza ragionevole delle indennità di mensa accumulate negli ultimi due anni». Così Stefano Caruso, segretario dell’Ugl Sanità, che ha chiarito cosa farebbe rientrare la vertenza in un clima più sereno alla vigilia dell’incontro sindacale con i vertici del Gruppo Malzoni-Neuromed. «Dipende tutto - continua Caruso - da quale sarà l’approccio dell’azienda e dalle proposte che gli amministratori metteranno sul tavolo. Del resto, si tratta di una spa i cui soci, in qualunque momento, possono intervenire sulla scarsa liquidità delle strutture sanitarie attraverso rimesse dirette. Sarebbe un segnale molto incoraggiante». Dunque, per il segretario dell’Ugl Sanità sarà fondamentale che durante il confronto di domani il Gruppo Malzoni-Neuromed vada oltre le buone intenzioni e metta sul tappeto una serie di fatti mostrando rispetto nei confronti dei dipendenti.