«I tributi locali? Puoi pagarli con il tuo lavoro». Anche in Irpinia, sul modello di molti comuni italiani, alle amministrazioni cittadine stanno arrivando istanze da parte dei gruppi consiliari (quasi sempre di opposizione) e richieste da residenti per l’attivazione del cosiddetto “baratto amministrativo”. Ossia scambiare la propria manodopera, il proprio lavoro, il proprio tempo libero, con le tasse da pagare all’ente comunale.
Piccoli lavoretti che possono riguardare la “pulizia, la manutenzione, l'abbellimento di aree verdi, piazze e strade, come pure interventi di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati”. Oltre ad “ogni forma di valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extraurbano” (l'articolo completo sull'app di Ottopagine delle 19, scaricala gratis su Apple store o Google play).
In provincia di Avellino, un’istanza simile è stata presentata diversi mesi fa dal capogruppo dell’Udc al consiglio del comune capoluogo, Alberto Bilotta. E, in seguito, dalle opposizioni e alcune associazioni di cittadini di Montefalcione e Salza Irpina. Così come il Meetup “Comuni Uniti del Medio Calore” ha fatto per Pietradefusi, Venticano e Montemiletto. E si appresta a fare per altri comuni della Valle del Colore, anche attraverso una campagna informativa di sensibilizzazione.
Alessandro Calabrese