Se solo potesse farlo, Attilio Tesser con un dito porterebbe avanti le lancette dell'orologio. Le farebbe muovere così velocemente da far arrivare il 31 agosto nel giro di pochi secondi. Significherebbe: fine del calciomercato. Fine delle trattative, delle voci, delle indiscrezioni. Dei sondaggi. Dei trasferimenti dati ormai per certi e che invece si trasformano in smentite e balle clamorose. Ad Avellino la riconferma di Marcello Trotta tiene banco più di tutto il resto. Più del rinforzo per il centrocampo richiesto dal tecnico veneto. Va via. No, resta. Ha richieste dalla Serie A. Ma da chi? Dal Frosinone per esempio. I ciociari vogliono rinforzare il parco attaccanti in vista della prima storica stagione in Serie A. La risposta del club biancoverde è stata la stessa proferita a Napoli, Palermo e Bologna nel corso delle settimane: “No grazie”.
I felsinei, per esempio, prima di lanciarsi anima e corpo su Mattia Destro avevano proposto all'Avellino soldi e una contropartita tecnica. Per fare due nomi: Cacia e Acquafresca. I cui ingaggi, però, sono stati ritenuti non alla portata delle casse biancoverdi. Marcello Trotta, almeno fino a gennaio, non si muove dall'Irpinia. Appare essere questa la scelta definitiva dell'Avellino. L'accendiamo? Si, grazie, risponderebbe Tesser. Il trainer di Montebelluna non aspetta altro. La società qualcosa sì. “La clausola rescissoria è di tre milioni di euro” - si affrettò a dire Massimiliano Taccone in un'intervista rilasciata nel corso del ritiro a Sturno - “Chi vuole Trotta sa cosa deve fare”.
Tre milioni di euro. Una valutazione importante, ma in un mercato che ha visto il Milan sborsare quasi cinquanta milioni di euro per Bertolacci e Romagnoli, non c'è da spaventarsi. Assolutamente. Anche perché The Scoring Machine ha confermato di essere letale sotto porta. Di avere un radar al posto degli occhi e di vedere lo spazio tra i due pali anche dando le spalle al portiere. Come a Palermo, quando dopo aver difeso palla al limite dell'area di rigore, si è girato di colpo e ha lasciato partire un terra-aria che ha scheggiato la traversa, a Sorrentino battuto.
Al secondo tentativo ha fatto centro. Una zampata da bomber di razza. In scivolata su assist al bacio di Gavazzi. Tiro, gol. Applausi per Trotta. Sul mercato di attaccanti, di così in giro non ce ne sono. O, se ci sono costano tanto. Nelle ultime tre apparizioni tra amichevoli e Tim Cup, l'attaccante di Santa Maria Capua Vetere, che Oltremanica a suon di “Yeeesss” (il corrispettivo del “Goooollll” italiano) è diventato prima uomo e poi calciatore, ha realizzato tre reti. La media di una a partita. Parliamone.
E mentre l'Avellino aspetta il migliore Tavano, che può diventare tale con un centrocampista dai piedi buoni che lo sappia lanciare verso la porta avversaria, si gode il quasi perfetto Trotta. L'ex Fulham, con l'ausilio del pari reparto proveniente dall'Empoli, avrà il compito di prendersi sulle spalle l'undici biancoverde e spingerlo di peso verso l'alto. Almeno fino al 28 novembre, quando Castaldo indosserà nuovamente maglietta numero dieci, calzoncini e scarpini e chiuderà nel cassetto dei cattivi ricordi la triste parentesi della squalifica per i pagamenti in nero incassata a fine luglio.
Una responsabilità mica da poco per Trotta che a soli ventidue anni, siamo certi, che un po' di peso sulle giovani spalle lo avvertirà. Ma avrà dalla sua parte la stima della società, che lo ha riportato a casa con un investimento importante, dopo sei anni trascorsi in Inghilterra. Di un tecnico che a "bastone e carota" sta tirando su un gioiellino ambito da club di categoria superiore. E di una tifoseria che spera di poterlo vedere esultare ancora a lungo in maglia biancoverde.
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Carmine Roca