Avellino

L'ex presidente del Catania, Antonino Pulvirenti, condannato oggi a cinque anni di inibizione e al pagamento di una multa di 300mila euro (leggi qui), ha sempre negato di aver posto in essere atti illeciti al fine di garantire la vittoria del Catania contro l'Avellino nella gara giocata lo scorso 29 marzo 2015, ma il Procuratore Federale, Stefano Palazzi aveva già comunicato (leggi qui) di ritenere il risultato del match tra etnei e irpini (1-0) frutto di una combine. 

Una tesi avvalorata oggi dalla Sezione Disciplinare del Tribunale Federale Nazionale, che nel comunicato ufficiale n.15 (leggi qui), pubblicato questa mattina, spiega, in maniera esplicita, che "risulta accertato che tutte le gare oggetto di contestazione (penale e) disciplinare sono state effettivamente alterate, ivi compresa la gara Catania – Avellino del 29 marzo 2015, attesi i plurimi elementi di riscontro acquisiti agli atti (cfr. intercettazioni telefoniche sulle utenze intestate a Di Luzio, Delli Carri, Impellizzeri, Arbotti e dello stesso Pulvirenti, del 19 aprile 2015 h. 20:07:53; del 21 aprile 2015 h. 13:00:15; del 28 aprile 2015 h. 00:57:23; del 9 maggio 2015 h. 19:32:00; del 9 aprile 2015 h. 22:58:00)". 

Dunque, se le prove raccolte risultano già sufficienti per condannare il Catania alla Lega Pro con 12 punti di penalizzazione (leggi qui), resta l'angosciante desiderio di capire chi siano stati quei "calciatori dell'Avellino contattati" (come da comunicato, ndr) a cui faceva riferimento, lo scorso 29 luglio, lo stesso Palazzi, così come di sapere se la combine si sia realmente consumata, così come ritiene il TFN, o sia rimasta, ipoteticamente, un tentativo di combine (in tal caso il rischio sarebbe quello di squalifiche e penalizzazioni per omessa denuncia, ndr). Non resta che attendere l'evoluzione delle indagini e l'acquisizione di eventuali, ulteriori, elementi, che potrebbero essere forniti dalla Procura della Repubblica, per avere un quadro più preciso della situazione.

Marco Festa