Come un’amichevole, meglio di un’amichevole. Auteri ripete spesso che un test in famiglia fatto bene vale più di tante amichevoli estive organizzate in fretta e furia senza pensare neanche ad un senso logico. “Questi test sono più allenanti di un’amichevole”. Non gli si può dar torto, soprattutto se si pensa al ponderoso organico che si ha a disposizione. Un’amichevole consentirebbe al massimo di impiegare tutti per un tempo, un test in famiglia invece permetterà a tutti di giocare un’ottantina di minuti di grande intensità.
Cosa bisogna aspettarsi da un test così? Non una squadra base, questo è certo. Lo special one lo ha ribadito non più di tre giorni fa ad Ottochannel che ha degli elementi su cui conterà più che su ogni altro, ma che non vuole regalare certezze a nessuno. Quando dice che il lavoro di sintesi non sarà mai completo, vuol dire che non negherà mai una occasione a nessuno: “Ho le idee chiare, ma voglio metterle in discussione quotidianamente”. Una frase che sembra una massima.
Su queste basi si fonderà anche la partitella di domani pomeriggio (Paduli, ore 17). Lui ha la possibilità di vagliare il cammino della sua squadra (intesa come gruppo globale) e la gente avrà l’opportunità di rendersi conto a che punto è il Benevento a cinque giorni dai calendari e a 16 dall’inizio del campionato. Ne mancano solo otto alla chiusura del mercato, ma questo è un altro discorso. Auteri evita di entrarci e non vuole stravolgimenti. Se arriva Troiani, bene. Ma le voci, abbastanza fantasiose, che portano ad arrivi e partenze in ogni reparto lo lasciano indifferente. Lui va avanti per la sua strada, che è fatta di lavoro e sacrificio. E di apprendimento tattico. Gli ultimi due test contro Campobasso e Cavese hanno mostrato chiari passi avanti, ma sono passati già 12 giorni, compresi i tre delle festività di Ferragosto. C’è curiosità di vedere di nuovo i giallorossi giocare una partita, anche se solo in famiglia.
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