È stato tra le sorprese più liete della scorsa stagione: arrivato dopo l'esperienza alla Cremonese, Pietro Visconti ha subito fatto di vedere di che pasta è fatto e si è preso con prepotenza la maglia da titolare. All'alba del suo secondo campionato di Serie B con la maglia dell'Avellino, il terzino sinistro è desideroso di continuare il suo percorso di crescita in biancoverde.
Spinta sulle fasce - «Sicuramente mister Tesser vuole, in virtù del modulo che adotta, ossia il 4-3-1-2, molta spinta da noi terzini bassi. Magari nelle due partite di Coppa Italia, contro Casertana e Palermo, è mancata, ma non c'è da preoccuparsi. Bisogna solo trovare i tempi di gioco e migliorare: è solo questione di tempo e tutto andrà meglio. D'altronde siamo insieme solo da poco più di un mese».
Tanti volti nuovi in difesa - «Dello scorso anno, nel pacchetto arretrato, siamo rimasti solo io e Chiosa. Il reparto è quasi totalmente nuovo e il mister ci ha lavorato tantissimo dai primi giorni di ritiro fino ad oggi. Ci stiamo dando da fare per perfezionare i movimenti, i tempi di giocate: li stiamo provando e riprovando e anche sbagliando si impara. Stiamo migliorando giorno dopo giorno. A Palermo, a livello difensivo, abbiamo comunque sbagliato poco, prendendo due gol banali: con l'andare delle settimane anche la solidità difensiva è destinata a crescere».
Ora è lui il titolare - Lo scorso anno scalzò, gradualmente, Bittante. Quest'anno parte con i gradi da titolare, davanti a Giron. Ma Visconti dimostra che tra i suoi pregi non c'è solo la facilità di calcio e di cross: l'umiltà è un altro dei suoi punti di forza. «Nel calcio se ti fermi un attimo ti mangiano in testa, come si suol dire, e fai presto a passare dal campo alla panchina. Sono concentrato: voglio assolutamente migliorare la stagione dell'anno scorso e desidero fare assolutamente meglio».
L'Avellino che era, l'Avellino che è - «Siamo una squadra molto diversa rispetto a quella dello scorso anno: è cambiato l'allenatore, sono cambiati tantisismi giocatori. Credo che quello attuale sia un organico un po' più dotato tecnicamente rispetto a quello dell'anno scorso: è questa la differenza principale».
Da Rastelli a Tesser - «Quest'anno si cerca di più il gioco palla a terra, ci sono più passaggi anche in zone centrali del campo. Con Rastelli difendevamo più bassi, mentre Tesser vuole che la squadra sia più alta e recuperi palla anche nella metà campo avversaria».
Le favorite - «Ci sono tante squadre che, sulla carta, possono ambire a vincere il campionato. Oltre a quelle indicate da tutti, non sottovaluterei lo Spezia, che è reduce da un finale di stagione importante ed era migliorato tanto, così come il Bari ed il Cesena. Ma non dobbiamo pensare alle altre: l'obiettivo e far bene di partita in partita e poi vedremo, alla fine, dove saremo arrivati».
Marco Festa