Scuola, settemila precari dovranno emigrare. I conti non tornano e stime e calcoli sono tutti da rifare. Scatta la fase B del piano di assunzioni dei precari nella scuola. Si tratta del passaggio più temuto dell’intero piano, perché è quello nel quale agli aspiranti docenti potrebbe arrivare l’offerta di un posto di lavoro, ma anche a centinaia di chilometri di distanza da casa. È quella che qualcuno ha ribattezzato la «roulette russa». 

In palio, se così si può dire, vi sono poco più di 7mila cattedre (7.065 per l’esattezza) al netto di eventuali posti di sostegno scolastico, che sono «l’avanzo» registrato nelle prime due fasi (la zero e la A) che si sono concluse prima di Ferragosto. Una cifra contestata dall’Anief, che, invece, parla di 18.476 posti avanzati. Graduatorie esaurite per alcune classi di concorso. Il pacchetto assunzioni alla fine fornirà dei numeri diversi rispetto a quelli annunciati e già coperti in termini economici dal Mef. Insomma analizzando il volume delle domande on line giunto al ministero i conti cambiano e non di poco. La tabella dettagliata con i posti, divisi per cattedra, relativa alla fase B, verrà elaborata sono nei prossimi giorni. Ma è già un dato che i 55mila docenti della terza fase saranno molti di meno, proprio a causa dell'esaurimento delle graduatorie. Per sapere quanti docenti avranno dovuto fare le valigie e lasciare casa per poter lavorare in una scuola, bisognerà attendere almeno la metà di settembre, periodo nel quale dovrebbe concludersi la fase B del piano di assunzioni. Dal ministero cauto ottimismo, anche perché secondo alcuni monitoraggi a campione vi sarebbero anche numerosi docenti del Sud che hanno indicato direttamente in cima alle proprie preferenze province del Nord.

Redazione