Continua a tenere banco la questione relativa alla stabilizzazione dei precari della scuola. In questi giorni sono stati tantissime le polemiche sul procedimento stabilito dal ministero della pubblica istruzione per l'immissione in ruolo. Un braccio di ferro dai contenuti (e dai toni) molto aspri. Tanto che alcune sigle sono arrivate a parlare persino di deportazione. Come l'Anief, che proprio nei giorni scorsi a OttoChannel aveva picchiato duro. Nelle ultime ore, però, si è registrata una parziale retromarcia da parte dell'Esecutivo Renzi sulle modalità attraverso cui si arriverà alla stabilizzazione. In sostanza, il Miur in una circolare ha previsto la possibilità, per i precari in grado di farsi assegnare una supplenza nella loro zona privilegiata prima dell’8 settembre 2015, di procrastinare di un anno l’allontanamento verso una cattedra distante da casa. Come a dire: nell'attesa del posto fisso, per chi può c'è la possibilità di non allontanarsi almeno per un altro anno.
Tutto bene dunque? Niente affatto. Il nodo, infatti, gravita proprio intorno a quel “chi può”, riferito cioè ai precari che possono effettivamente poter contare su una supplenza nella provincia per la quale hanno presentato domanda. A tal proposito, martedì 1 e mercoledì 2 settembre sono le date entro le quali richiedere l'assegnazione. I posti a disposizione non sono tantissimi, se parametrati alle migliaia di aspiranti docenti che invece aspirano all'assunzione. Gran parte delle disponibilità, fanno sapere dagli uffici scolastici provinciali regionali, sono infatti state inglobate per le procedure di assunzione già avviate e per la mobilità dei docenti. Col risultato, dunque, che i fortunati saranno alcune centinaia. Dunque, la “deportazione”, in realtà è scongiurata solo per pochi.
Per tutti gli altri, restano solo due strade: o accettare il posto fisso e la conseguente destinazione, oppure rinunciare venendo depennati dalla graduatoria per essere poi costretti a superare un nuovo concorso per essere assunti. Insomma, un'estate particolarmente calda per il personale docente. Sono giorni di tensione, sono giorni di scelte importanti.
Giovanbattista Lanzilli