Si svuotano anche le gettoniere delle macchinette. Eh si, così sembrerebbe per Benevento in base ai dati elaborati dalla Camera di Commercio di Milano. Negli anni scorsi si era assistito a una vera e propria esplosione del gioco, sia in provincia di Benevento che in provincia di Avellino. Le sale da gioco, i punti in cui scommettere erano cresciuti anche del 30 – 40 per cento in entrambe le province, e anche l'allarme di associazioni e centri contro le ludopatie si era levato. Ottopagine infatti in occasione dell'ultima elaborazione dei dati relativi al gioco aveva ascoltato le associazioni che si occupano del contrasto alle ludopatie, che avevano lanciato l'allarme su come il fenomeno sia in aumento, soprattutto tra giovanissimi e anziani.
Molti i casi in città e in provincia che hanno richiesto l'aiuto di piscologi e operatori: da ragazzi che sottraevano soldi a casa per giocare ad anziani che venivano “puntati” nelle loro visite a sale slot e bar dotati di videopoker. Tuttavia stupisce che la situazione, almeno nel Sannio e almeno per quanto riguarda l'apertura di imprese dedicate al gioco, sia radicalmente cambiata.
Infatti a Benevento si è passati dall'eccesso: un più 30 per cento di aperture di sale da gioco, all'eccesso inverso. Tra il 2014 e il 2015 infatti hanno chiuso i battenti moltissimi centri, è il bilancio parla di un numero di sale da gioco e centri scommesse calato di ben 16 unità: si passa dalle 88 attive nel 2014 alle 72 del 2015, con una chiusura di quasi il venti per cento in meno. Il gioco invece continua a funzionare in Irpinia, sebbene il bilancio non sia lusinghiero come negli anni passati: il numero cresce, si, ma solo di una unità: da 82 centri dedicati al gioco ad 82.
Per quanto attiene a Salerno, invece, continua a fiorire l'impresa del gioco: più 10 per cento rispetto allo scorso anno, con 22 nuovi punti per giocare. Salerno è addirittura tra le prime dieci città italiane più appassionate al gioco, peraltro assieme a Caserta e assieme a Napoli, prima in assoluto. La città costiera è la sesta città in Italia per numero di pu8nti in cui è possibile scommettere e puntare denaro, subito dietro Caserta, settima, e anche qui il numero di centri è aumentato di molto: più 15 per cento rispetto al 2014.
Pesa in parte il ricambio di attività: si vanno definitivamente estinguendo quelli che nella tradizione meridionale venivano identificati come “banco lotto”, le ricevitorie, che calano progressivamente, a livello nazionale, addirittura del sessanta per cento. In calo, ostacolate probabilmente dagli innumerevoli siti online, spuntati come funghi negli ultimi anni, le attività riguardanti lotterie, scommesse, e case da gioco. Boom invece per la gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro e che funzionano a moneta o a gettone: insomma, i videopoker mantengono ancora il proprio fascino, e le luci e i suoni continuano ad attrarre.
Cristiano Vella