Benevento

In Lega Pro le speranze non muoiono mai. Corrono dietro a regole mai definite, che i suoi dirigenti si divertono a varare, stracciare e poi varare di nuovo. Oggi scadono i termini per le presentazioni delle domande di ripescaggio: c'è un solo posto disponibile, quello del Castiglione che in tempi ormai remoti ha rinunciato al diritto acquisito sul campo per questioni di risorse economiche. La norma parla chiaro: il posto di una società rinunciante sarà preso dalla prima nella lista stilata dalla Lega Dilettanti dopo i play off di giugno. Quella società sarebbe stato il Sestri Levante che quei play off li ha vinti, ma anche i genovesi si sono tirati indietro per problemi economici. E allora c'è il Monopoli che si fregia del secondo posto e che aveva persino presentato domanda di ripescaggio qualche tempo fa. Non dovrebbero esserci problemi, anche se a Taranto stanno alzando un polverone sull'agibilità del “Veneziani”, lo stadio monopolitano. Se la Lega bocciasse i baresi, gli jonici ne prenderebbero il posto, in quella classifica e nella Lega Pro.

Ma... C'è ancora un ma che rende tutto meno certo. E' appunto la speranza che in Lega Pro non muore mai. Nel Consiglio federale dello scorso 4 agosto, il presidente Tavecchio disse senza tema di smentita che la Lega Pro sarebbe stata a 54 squadre con tre gironi da 18. Eludendo di fatto la norma delle Noif che fissava il format della Lega Pro a 60 squadre: era stato proprio il Consiglio Federale del 24 febbraio 2015 a stabilire che nel “campionato 2015/16 non ci sarebbe potuta essere alcuna riduzione di organico”. Su questo assunto si aggrappano tante società, dal Fondi alla Viterbese, dal Seregno allo stesso Taranto, dal nuovo Grosseto alla Sambenedettese. Se nel prossimo Consiglio Federale che si terrà il 31 agosto a Milano presso l'Expo 2015, Tavecchio e i suoi dovessero fare un passo indietro, ci sarà di che rimanere ancora a lungo col fiato sospeso. In effetti molti si appellano alla sentenza che lo scorso anno diede ragione al Novara. La squadra piemontese aspirava al ripescaggio in B, ma la Lega cadetta non voleva prenderla in considerazione, pensando di poter ridurre il numero delle squadre in organico. L'Alta Corte di Giustizia del Coni invece diede ragione ai novaresi e la Lega di B fu costretta a ripristinare il format a 22 squadre. Poi, ricorderete tutti che ad avvantaggiarsi della decisione del Coni fu il Vicenza, ripescato al posto del Novara. Ma il dispositivo del Coni oggi potrebbe fare giurisprudenza e spingere la Figc a tornare sui suoi passi, ripristinando di fatto il format a 60 squadre. In tante sperano di far cambiare idea alla Figc e di entrare dalla porta di servizio in Lega Pro. Tutto questo al netto delle sostituzioni che bisognerà fare giocoforza per le sentenze del calcio scommesse. Un caos inimmaginabile a tre giorni dal varo dei calendari di Lega Pro e a sette dal Consiglio Federale dell'Expo'.  

Franco Santo