La mozione di sfiducia a Paolo Foti non è più solo una proposta verbale ma un atto scritto e protocollato al Comune di Avellino. Il parlamentare Giancarlo Giordano prova a mandare a casa il sindaco del capoluogo irpino e lo fa mettendo “dissidenti” e “malpancisti” davanti alle loro responsabilità, nel corso della conferenza stampa che ufficializza la presentazione dell’istanza e ne spiega i motivi.
Le ragioni? «Vanno ricercate in diversi fattori - ha spiegato - ma, innanzitutto, basta uscire per strada e vedere cosa sta succedendo a questa città. Ormai invivibile…». Ma il resto della lista è ancora lungo. Dall’ennesima rivoluzione in giunta, che ha visto cambiare sette decimi della compagine amministrativa - cosa che, ha sottolineato Giordano, «…esprime in sé anche un’autobocciatura da parte del sindaco» - alla condizione politica dell’ente e alle conseguenze prodotte. Senza dimenticare la mancanza di chiarezza su tutto (l'articolo completo sull'app di Ottopagine delle 19, scaricala gratis su Apple store e Google Play)...
Da qui la richiesta di un atto di buon senso. «Ci sono tutte le condizioni - ha dichiarato l’esponente di Sel - per chiedere un gesto a questo sindaco utile alla città ma soprattutto per mettere davanti alle proprie responsabilità gli oppositori da corridoio di questa maggioranza. L’attuale amministrazione non amministra nulla ma va avanti solo grazie ad una logica compensativa che tiene insieme la strana maggioranza che sostiene Foti: dal Pd ai “scilipotiani”... C’è bisogno di 13 firme. Se non altro, al termine di questa iniziativa avremo raggiunto un obiettivo: quello che non si possono fare delle affermazioni fuori dall’aula e dentro l’assise stare zitti. Questa storiella deve finire...».
Alessandro Calabrese