Salerno

Una sorpresa inattesa, il consueto fiume in piena. Il presidente dell'Avellino, Walter Taccone, ha raggiunto la sala stampa del "Partenio-Lombardi" dopo il test amichevole di questo pomeriggio tra i lupi e l'Agropoli e si è soffermato a lungo con la stampa con cui ha posto in essere una serie di riflessioni.

L'informativa dell'AIC su rapporti tra calciatori e tifosi - «Sono venuto» - ha esordito Walter Taccone «innanzitutto per dirvi di tenere in debita considerazione le nuove norme regolamentari della FIGC, in accordo con l'AIC, relative ai rapporti tra le tifoserie e i tesserati (leggi qui). Ci sono delle penali importanti e bisogna ricordarlo. E quindi: i tifosi evitassero di fare le solite sceneggiate quando le cose non vanno bene. Fuori dal campo possono contestare dove e quanto vogliono la squadra, ma in campo non è più consentito. Il fatto che i ragazzi vadano sotto la Curva a prendere gli applausi, a patto che non vengano chiamati o condotti sotto il settore coercitivamente è un altro discorso. Ma da ora saremo noi a rispondere di quello, in negativo, che succede. Per qualsiasi dialogo che si vuole avere con la squadra si può fare riferimento al Colonnello Lallo, che gestisce questi rapporti. È lui l'interfaccia giusta per risolvere queste problematiche, laddove dovessero verificarsi».

Il derby di Taccone - «Partiamo da un presupposto: non fa bene al calcio, al gioco, alla partita, l'ossessione di dover pensare di vietare le partite ai tifosi. Farò il possibile affinché i nostri tifosi possano seguire la squadra a Salerno, cercando di far leva sull'ottimo rapporto che abbiamo con la Federazione e Abodi. Quella con la Salernitana non è una guerra, ma una partita di calcio che cercheremo di vincere. Lo sfottò fa parte del calcio, ci sta, purché non sia offensivo. Io, ad esempio, non mi offendo quando dicono che siamo contadini: questa è la nostra tradizione. Allo stesso tempo non mi scandalizzo per il "pisciaiuoli": hanno il mare. Andrò allo stadio - ha poi proseguito il presidente dei lupi, che è stato raggiunto da quello dell'Agropoli, l'amico Domenico Cerruti - con la macchina di Cerruti: la sua macchina è targata Salerno, così non mi succede niente. Scherzi a parte, la sfida contro la Salernitana è importante: ci può dare l'esatta dimensione del tipo di campionato che può attenderci, nonostante i granata non sono una squadra di grande caratura, con tutto il rispetto per i trascorsi e la storia. Sono pur sempre una neopromossa; una squadra che non dovremmo soffrire particolarmente, anche se sono convinto che ora si attiveranno per rinforzare la rosa prima della gara. Partiamo con uno stimolo in più, da un derby che non vediamo da 6 anni. È il mio primo derby con la Salernitana, ma c'è sempre una prima volta e anche a Cagliari vedremo che succederà. Detto ciò i derby nostro è solo con il Napoli, gli altri lo saranno pure, ma non sono derby storici. Lotito? Non l'ho ancora sentito, quando lo sentirò gli dirò che andiamo lì per vincere».

Il mercato e Trotta - «Abbiamo già dato tanto, sviluppando un mercato buono e soddisfacente. Credo che non succederà niente. Zamparini vuole Trotta? L'Avellino non lo vuole vendere. Trattative ce ne sono e come per Trotta, ma con nessuna delle squadre che sono state scritte. In ogni caso: Trotta resta e siamo tutti contenti». 

 

Dal "Partenio-Lombardi", Marco Festa