«Una drammatica coincidenza». Così Amleto Frosi, presidente Alilacco, nel presentare l'incontro di presentazione di “Io non pago il pizzo”, che vede l'associazione protagonista assieme alla Cgil. Drammatica coincidenza è quella che vede la presentazione dell'iniziativa a pochi giorni dall'attentato subito da un negoziante di Rione Libertà. Nella sua forza, nella convinzione che la criminalità in ogni sua forma si può combattere e contrastare, è un messaggio che sembra quasi “stancare”, quello lanciato dalla Cgil, per la sua ripetitività.
Tant'è che proprio commentando l'ultimo attentato esplosivo Frosi quasi sbotta: «Onestamente mi stupisco di chi si stupisce ancora per questo genere di cose, di questi fatti». Fatti che fanno rumore, già, un tremendo boato, vetri rocchi e il “rumore visivo” di saracinesche bruciate e mura annerite. Attenzione, però, rumori e impatto visivo spesso sono fuorvianti, utili per quell'anticamorra un tanto al chilo e tanto (e a quintali, non a chili) in voga oggi, inutili per concentrarsi su quell'illegalità silenziosa che non piazza bombe, non spara, non urla. Rumori che portano agli occasionali convegni, incontri, fiaccolate, editoriali... che pure Frosi ricorda «Servono a poco gli spettacoli quando si parla di illegalità, e lasciano il tempo che trovano. Servono a poco le belle frasi. I problemi altrove si sono risolti lavorando in silenzio.
Ora immagino che trovandoci in prossimità di un appuntamento elettorale questi spettacoli si moltiplicheranno... ma magari facciamoli quando servono davvero, ad esempio dopo che un lavoro comune ha portato ad arresti e operazioni importanti». E proprio su questo, su quella concretezza che esula da facili quanto inutili allarmismi, si basa l'iniziativa di Cgil e Alilacco. Due direttive, la prima e più importante: «Quello che conta di più – commentano Frosi e la Galdiero – in queste occasioni è denunciare. Senza denunce si possono installare telecamere a go go, le forze dell'ordine possono lavorare a spron battuto, ma diventa complicato. Perciò invitiamo i cittadini, i negozianti e gli imprenditori a utilizzare il numero verde (mai o quasi mai utilizzato finora) e a denunciare». E la seconda, il rapporto fianco a fianco con le istituzioni: «Spesso questo rapporto è troppo frastagliato, altrettanto spesso le istituzioni vanno a rilento in questo campo»
E a breve l'iniziativa di Cgil e Alilacco continuerà con la carovana della legalità, che partirà proprio da Rione Libertà, come ha dichiarato la Galdiero: «E' importante partire da lì, noi vogliamo partire proprio da persone come l'imprenditore che ha subito l'attentato nei giorni scorsi, che ha dichiarato di voler subito riaprire i battenti e ricominciare a lavorare. Siamo qui per ascoltare: distribuiremo dei questionari, che possono essere compilati in forma anonima. Li distrubuiremo e ci auguriamo che ci rispondano in tanti, anche per permetterci di renderci conto del fenomeno. In Cgil e in Alilaco ci sarà sempre un appoggio: bisogna dare un segnale. Prendiamo i dati: ci sono tantissime nuove imprese giovani, dobbiamo dare l'esempio».
Cristiano Vella