Benevento

Raffaele Del Vecchio non ci sta a farsi bollare come responsabile della chiusura dei teatri. «Capisco il dispiacere di chi ha parlato per la fine del lavoro di una vita, ma sulla questione degli spazi culturali in città sono state dette troppe sciocchezze». E' stato un incontro denso di contenuti quello che ha visto protagonista, questa mattina, l'assessore alla Cultura del Comune di Benevento. Un incontro intitolato “Benevento e i suoi teatri” perché, nelle quasi due ore di chiarimenti a Palazzo Paolo V, Del Vecchio ha voluto passare in rassegna tutte le strutture culturali cittadine.

Dal Teatro Comunale Vittorio Emmanuele, che attende i 450mila euro che occorrono per il restauro, per i quali «si deve saper aspettare il momento giusto per un'opportunità (ad esempio il progetto Cultura in Movimento) che non ci lasceremo scappare» al Teatro De Simone che è chiuso, sì. Ma non certo perché inagibile. «E' solo una questione di sicurezza – ha spiegato Del Vecchio. Il crollo della cappella al piano superiore, appartenente all'Università, ha determinato questa decisione. Lunedì, con l'Ateneo del Sannio firmeremo un protocollo per dare il via ai lavori che cominceranno a maggio».

Secondo Del Vecchio è una questione di tempo anche per il Teatro Auditorium San Nicola (via Bartolomeo Camerario). La struttura chiusa nel 2004 e prima gestita dalla Solot, Compagnia Stabile e Scuola di Teatro della Città, è stata ristrutturata ed è in corso un accordo per affidarla al Conservatorio di Musica Nicola Sala (gestione che verrà ripagata in parte attraverso l'esecuzione di alcuni lavori di miglioramento e adeguamento, in parte con la produzione di alcune stagioni concertistiche cittadine).

Funziona perfettamente anche il Mulino Pacifico che, a breve, sarà sede di un importante progetto di valorizzazione accolto dal Ministero della Gioventù.

Spazi già esistenti ma anche spazi nuovi. Del Vecchio punta l'attenzione sul Piccolo Teatro Libertà, fatto vivere con due progetti destinati al teatro per l'educazione scuole e sull'Arco del Sacramento, restaurato e restituito alla città. Non manca all'appello Palazzo Paolo V destinato alle attività culturali e sede di importanti eventi. Uno sguardo anche alle strutture non direttamente gestite dal Comune.

«E' lì, sempre aperto e affidato alla Soprintendenza, il Teatro Romano. Certo è necessario un modo per farlo rivivere e riportarlo all'antico splendore. Tra le ipotesi una stagione lirica che stiamo tentando di allestire con il Conservatorio. Insieme abbiamo presentato una richiesta di finanziamento al Fus». L'Auditorium Calandra è stato affidato all'Università del Sannio. La struttura non è chiusa, semplicemente non è gestita dal Comune.

Una nota anche per i due cinema-teatro cittadini. Il Massimo e il San Marco. Nel primo caso la chiusura dell'attività cinematografica è stata determinata da una crisi che incombe in generale sulle piccole sale, e la struttura di via Perasso resta aperta come teatro. Nel secondo caso il motivo della chiusura era rintracciabile in una complicata vicenda giudiziaria.

Dall'analisi dello stato delle sale alla capacità del Comune di intercettare fondi per ristrutturarle e farle vivere.

«Tutti i lavori e gli investimenti per gli spazi teatrali che abbiamo riaperto – sottolinea Del Vecchio - non hanno mai pesato sul bilancio comunale bensì sono arrivate dalla Regione Campania. Ben otto milioni e 360mila euro sono arrivati in questi anni. La Regione, però, da qualche tempo ha bloccato ogni fondo. L'unico finanziamento che ci accordano riguarda i 300mila euro che destiniamo a Città Spettacolo. Considerano la nostra città, e i suoi oltre trent'anni di tradizione culturale, come tante altre. E' contro questo che dobbiamo combattere insieme. Contro i mancati investimenti e gli ormai inesistenti fondi per sostenere le politiche culturali».

Pubblico e privato uniti in nome della cultura, dunque, per far valere i diritti spettanti in Regione. L'assessore Del Vecchio lancia un vero e proprio appello. «Mi pongo alla testa di quei cittadini che credono che Benevento sia stata maltrattata. Occorre una strategia: sottoscrivere un manifesto per raccogliere il nostro sdegno oppure combinare un incontro con l'Assessore regionale al ramo». Ipotesi concrete ma anche l'invito, altrettanto concreto a proporre agli operatori culturali.

di Mariateresa De Lucia