Un mercato sontuoso ma questo non basta per etichettare il Rione Libertà come squadra da battere né tanto meno si può parlare di obbligo di vittoria per la formazione beneventana. Mister Pinto è allenatore troppo esperto per lanciarsi in proclami del genere, conosce le difficoltà legate alla gestione di un gruppo completamente rinnovato e con tante stelle. Di sicuro, però, sa anche di avere tra le mani una formazione competitiva.
“Di sicuro – inizia mister Pinto – non siamo la squadra da battere. Ci sono stati tanti innesti, c'è da creare un gruppo e dargli un gioco. Insomma le difficoltà ci sono. E poi dobbiamo anche conoscere le avversarie che, a quanto ne so, si stanno attrezzando. Possiamo fare bene ma ci sarà da lottare”.
E' indubbio, comunque, che, al di là del risultato, è il progetto Rione Libertà che intriga tantissimo.
“Vogliamo fare un calcio sano come abbiamo fatto negli ultimi quattro anni a San Nicola Manfredi. E' nostra intenzione creare un certo movimento attorno al Rione Libertà, poi se arriveranno anche i risultati, allora tanto meglio. La cosa principale, e questo è ciò che più ci interessa, è che è completamente a costo zero e questo è un merito per De Cristofaro che è stato bravissimo a convincere i giocatori puntando sulle motivazioni. Promette serietà e impegno e gioca molto sull'aspetto di gruppo”.
Il compito difficile è per Pinto. Un tecnico di una squadra del genere deve saper mettere la formazione migliore, equilibrata, ma allo stesso tempo fare meno danni possibili.
“Con una squadra del genere, l'allenatore ha un compito importante. La rosa è importante, è inutile nasconderlo, la cosa difficile è fargli capire che si gioca solo in undici. L'importante sarà fare gruppo e se ci riusciremo, allora andrà tutto nel verso giusto. Il problema è che a luglio e agosto tutti accettano tutto, poi, alla prima formazione ufficiale, prime panchine o tribune, iniziano i mugugni. Proprio per questo ho voluto una rosa non molto ampia. L'esperienza col Real dello scorso anno è servita a capire che una rosa ampia porta problemi. Almeno punto a portare i giocatori in panchina evitando tribune e per riuscirci serve una rosa di 18 persone”.
Questo obiettivo è stato centrato velocemente.
“Abbiamo avuto solo un problema con Alloro che si trasferirà ma non ci saranno innesti, adatteremo qualche giocatore. Il nostro diesse De Cristofaro, nonché giocatore e preparatore atletico, mi sta proponendo un nome ogni giorno ma gli ho detto basta. Ha fatto un grande lavoro. E' riuscito a portare giocatori di un certo valore senza alcuna spesa e questo significa che ci sa fare. Se avesse avuto un budget ogni anno, avrebbe vinto tantissimi campionati. A Benevento un diesse come lui non c'è. Col suo lavoro, spero di togliermi tante soddisfazioni e giocarmi le mie chance in Prima con il Rione Libertà”.
L'entusiasmo di sicuro non manca in casa Rione Libertà. L'avventura parte il 7 con tutta probabilità ma c'è anche la possibilità di poter cominciare il 15 se il Meomartini non sarà ancora disponibile.
Fabio Tarallo