Prima hanno raggiunto l'abitazione della famiglia rimasta vittima della brutale rapina che, solo per un caso non ha fatto registrare un epilogo ben più grave, poi si sono messi in auto e fino alle 6 del mattino hanno “pattugliato” contrada Torre. Almeno quattro i gruppi che nella notte scorsa hanno presidiato la zona rurale di Paduli dove solo 24 ore prima un 49enne e la moglie erano finiti nel mirino dei banditi. Svegliati nel cuore con una pistola puntata al volto, i coniugi per lunghissimi minuti sono rimasti in balìa dei malviventi. Un episodio grave che ben descrive quello che ormai da troppe settimane sta accadendo nel Sannio e nella vicina Irpinia. “Quello che è accaduto è di una gravità inaudita”, spiegano i residenti di contrada Torre. “Siamo vicini alla famiglia rapinata e cercheremo con tutti i nostri sforzi di vigilare sul nostro territorio. Non è giusto che due persone perbene vengano aggredite in un modo così brutale mentre sono tranquillamente nel loro letto”. Scene che rimarranno per sempre impresse nella mente delle vittime. Ed è per questo motivo che numerosi residenti di Paduli fino a notte fonda hanno raggiunto la casa teatro dell'incursione. Hanno portato una parola di conforto alle vittime ancora visibilmente scosse e con la comprensibile paura che tutto possa riaccadere. Non in queste notti, si spera, visto che oltre alle “ronde” organizzate dai cittadini, tutto il territorio di Paduli è stato anche presidiato dai carabinieri della Compagnia di Benevento che conducono le indagini sull'episodio. Nella notte tra sabato e ieri, comunque, tutto è filato liscio. Nessun furto o rapina a Paduli. Ora resta da dare un volto e un nome ai due malviventi, probabilmente originari dell'Est Europa che non hanno esitato a puntare una pistola al volto del malcapitato, un cacciaviti al collo e a minacciare anche la moglie che, fortunatamente, in un momento di lucidità, mentre il marito “combatteva” corpo a corpo con i criminali, è riuscita a lanciare l'allarme con il suo telefonino. I militari stanno eseguendo anche le indagini scientifiche sul caricatore perso durante la colluttazione e su altre tracce lasciate in quella casa che, purtroppo, non sarà mai sicura come prima.
di Alessandro Fallarino