Avellino

Finalmente, verrebbe da dire, la lunga estate di mercato della Scandone volge al termine. Pino Sacripanti e Nicola Alberani hanno, infatti, annunciato l’arrivo di Maarten Leunen nel giorno del trentesimo compleanno del cestista statunitense. Manca soltanto la definizione degli ultimi dettagli burocratici, infatti, per giungere all’ufficialità dell’ultimo colpo del mercato biancoverde. Un mercato iniziato con un d.s. (Valerio Spinelli, ndr) e ripartito da zero con l’arrivo di Nicola Alberani.

Un mercato difficile, per stessa ammissione del direttore sportivo irpino, tribolato per il ritardo accumulato dalla Scandone nei primi due mesi estivi e di lettura complicata a causa di una reputazione negativa che Avellino ha però saputo quantomeno aggirare grazie al lavoro dello staff tecnico e dirigenziale. Alla fine, con Leunen, la Sidigas chiuderà un roster al quale non mancherà l’esperienza e l’intelligenza cestistica. Non mancherà neanche la voglia di passarsi la palla.

L’atletismo non sarà, invece, una caratteristica della Scandone 2015/2016. Bisognerebbe definire nel merito cosa significa atletismo. I biancoverdi hanno compiuto delle scelte, come diversamente non poteva essere, per questioni di opportunità e di idee. “Preferisco pensare che andremo a rimbalzo tagliando fuori gli avversari, con l’aiuto degli esterni” ha dichiarato Sacripanti in un passaggio della conferenza stampa tenutasi nel pomeriggio di ieri. Una frase che sentenzia sulla decisione di costruire un collettivo di spessore, dalla buona base tecnica, piuttosto che “arrivare a qualche nome magari d’impatto che però non ci convinceva fino in fondo per gli equilibri della squadra” come sottolineato da Alberani. Una scelta coraggiosa, in un basket che sembra andare in direzione opposta almeno dal punto di vista dell’atletismo. Un atletismo che può voler dire “fare i salti carpiati”, parafrasando Sacripanti, ma non giocare un basket migliore.

Avellino sarà probabilmente una squadra dai ritmi bassi, che dovrà fare la differenza partendo dalla difesa, senza una punta vera e propria in attacco, o meglio con una distribuzione dei punti e dei possessi che dipenderà dalle serate e dalla letture. Nunnally potrebbe essere la cartina al tornasole di quella che sarà la stagione biancoverde. Se l’ala statunitense saprà inserirsi all’interno dei meccanismi di un settore esterni di grande esperienza, allora potrebbe essere una delle sorprese del prossimo campionato, trovando la sua dimensione anche da quattro tattico e dando alla Scandone quella marcia in più. 

Discorsi che rimangono sulla carta. Al momento, infatti, per la Scandone conta soltanto l’arrivo di tutti gli effettivi (previsto per l’inizio della prossima settimana, Blums escluso) e il lavoro in palestra per cementare un’intesa che per il momento si ferma al feeling comune per la pallacanestro. La sensazione che ci sia la possibilità, mettendo insieme i vari tasselli, di poter assistere ad un basket solido, magari non spettacolare ma dal sapore un po’ romantico e dall’efficacia notevole, quella è difficile non avvertirla. 

Alessio Bonazzi