La data l'ha cerchiata sul calendario: 13 settembre. Pedro Mariani ha annunciato la sua presenza nel settore ospiti in occasione di Lupa Castelli Romani-Benevento, match che si disputerà nella sua Rieti e che vedrà esordire la strega nel campionato di Lega Pro. "Domenica 13 settembre il Benevento gioca nella mia Rieti, sarò in hotel a salutare la squadra.. ma soprattutto auteri.. allenatore stimatissimo da me.. ma soprattutto sarò in curva ad abbracciare il mio popolo.. con sciarpa al collo.. uno di voi". Questo il messaggio lasciato dall'indimenticato capitano giallorosso sul suo profilo Facebook. Inutile dire che in pochi minuti è già partito il tam tam con apprezzamenti e condivisioni da parte dei tifosi. Al telefono Mariani trasmette ancora più entusiasmo: "Era impossibile resistere alla tentazione. E' come ritrovare un parente che non vedi da anni, volevo esserci e ci sarò". Niente tribuna, ma settore ospiti insieme ai tifosi: "Mi sembrerebbe scortese non condividere questa gara con loro. Il Benevento viene nella mia città e devo accoglierlo nel miglior modo possibile, soffrendo e magari gioendo nel luogo giusto, insieme a quelli che considero miei fratelli a tutti gli effetti". Il campionato sta per partire e i pronostici sono d'obbligo. "Il Foggia e il Lecce partono con un pizzico di vantaggio, ma le distanze le annulla Auteri, allenatore che stimo tantissimo e che può fare la differenza. Ecco, le altre squadre hanno ottimi allenatori ma non hanno Auteri che secondo me potrebbe allenare anche in serie A per la capacità che ha nel gestire il gruppo e nel disporre una squadra in campo. E' sincero, schietto, e non guarda mai in faccia nessuno quando deve compiere una scelta". Tornando al campionato, per Mariani il Catania non è fuori dai giochi: "Ci starei ben attento perchè quella penalizzazione può essere annullata se verrà costruita una grande squadra come sembra. Sull'aspetto giuridico sarebbe meglio non esprimersi; dico solo che chi fa il male di questo sport merita punizioni esemplari. Ho una scuola calcio e ogni giorno mi trovo in difficoltà quando devo spiegare ai bambini cosa è diventato. Le parole non mi vengono facili, bisogna fare qualcosa per cambiarlo".
Francesco Carluccio