Avellino

Concentrato, determinato, desideroso di partire con il piede giusto. Altro che freddo uomo del nord: sul volto di Attilio Tesser è impressa l'emozione e la voglia di regalare una grande gioia ai tifosi biancoverdi. La vigilia di Salernitana - Avellino, nelle parole del tecnico dei lupi.

La lunga attesa è finita - «La prima giornata è sempre una partita particolare. Complice lo slittamento dell'inizio della stagione, abbiamo vissuto un'attesa particolarmente intensa. C'è grande curiosità, dopo tante amichevoli e due gare di Coppa Italia, di vedere all'opera la squadra: il debutto stagionale in campionato rappresenta un punto interrogativo. In più giochiamo un derby, che è, per definizione, una partita particolare. Spero di trovare la squadra pronta, anzi, mi correggo: ho la certezza che lo sarà. Mi aspetto una partita tirata, intensa, contro una neopromossa che giocherà sulle ali dell'entusiasmo. Ma anche noi siamo molto rinnovati e desiderosi di dimostrare il nostro valore sotto gli occhi dei duemila tifosi che ci inciteranno dagli spalti. Insomma, la voglia di far bene non mancherà, di certo, neanche a noi. La parola passa al campo: vedremo il verdetto che emetterà».

Salernitana rivoluzionata dal mercato? E l'Avellino... - «Mi viene da sorridere quando sento dire che la Salernitana potrebbe avere difficoltà perché ha cambiato tanto: se c'è una squadra che è stata totalmente rinnovata è l'Avellino. La Salernitana ha dalla proprio parte un gruppo che si conosce di più, nel quale mi aspetto al massimo due o tre innesti arrivati dal mercato. Non credo godremo di vantaggi di alcun genere». 

Gavazzi trequartista? - «È vero: come avete visto ho provato Gavazzi da trequartista, un ruolo in cui ha giocato anche a Terni, Ma ho anche Soumarè. In settimana testo più soluzioni. Sto recuperando D'Angelo e Zito sta raggiungendo la migliore condizione. Devo verificare eventuali soluzioni a centrocampo, la certezza è che Gavazzi può darci una mano in quella zona di campo in determinate partite. Non credo che domani agirà dietro alle punte, almeno dall'inizio». 

Moduli a confronto - «La Salernitana gioca con il 4-3-3, lavorano bene con le catene: sulla carta, per via del 4-3-1-2, potremmo soffrirle. Abbiamo in ogni caso lavorato sulle contromisure. E, anche se dovessero avere un vantaggio di partenza, abbiamo studiato come tamponare al meglio le loro incursioni e ripartire. Staremo a vedere sul campo che tipo di partita si svilupperà». 

Una vittoria per i tifosi - «Vincere non sarebbe una gratificazione personale: sarei felicissimo per Avellino e i suoi tifosi, una popolazione che tiene a questi colori. È un derby so cosa significa in termini di orgoglio individuale e collettivo, fare bene. Quello che interessa a me sarebbe mettere i primi 3 punti in classifica. Alla prima i punti valgono, eccome. Se ne capisce l'importanza soprattutto alla fine del campionato».

Il calore dagli spalti - «Non temo la proporzione numerica, ventimila contro duemila. Sono convinto che sentiremo i nostri tifosi anche a Salerno. A Bologna, ad esempio, io c'ero. Lo stadio era pieno ma i supporters biancoverdi si sentivano in maniera importante. Riguardo al tipo di pressione che l'ambiente metterà ai nostri calciatori, credo che giocare davanti a ventiduemila spettatori sia la cosa più bella per chi fa questo lavoro. Se non si prova piacere a giocare in un contesto così, bisogna cambiare mestiere. E una volta scesi in campo conta solo la partita. E lì si è undici contro undici».

Tutino - Lapidario il commento sull'esclusione dai convocati di Tutino: «È in uscita, è fuori per scelta tecnica».

D'Angelo e i terzini - «L'impiego di D'Angelo è uno dei piccoli dubbi che ho e che mi porterò dietro fino al fischio d'inizio. Ha dovuto sostenere dei carichi di lavoro importanti per mettersi al passo dei compagni di squadra, dopo l'infortunio occorsogli a La Spezia, ma ha carisma, personalità e lotta. In ogni caso darà il suo contributo a gara in corso. Per quanto riguarda i cursori di fascia li ho provati tutti, per alcuni c'è di loro c'è la necessità di continuare ad ambientarsi e di conoscere il calcio italiano. Ma alla fine giocheranno Nitriansky e Visconti».

Appello alle tifoserie - «Mi auguro che tutto vada per il meglio, ma so che il mondo ultras è fatto di condivisione di valori comuni. Sento che tutto andrà per il verso giusto e che le tifoserie daranno una splendida prova di correttezza, tifo e lealtà: domani all'Arechi sarà così».

Marco Festa