Il maltempo degli ultimi giorni ha causato problemi nella zona della ex colonia elioterapica, dove sono in corso i lavori per la passerella pedonale. Problemi causati dalla piena del fiume Calore, e che, secondo il rappresentante provinciale della Lipu, Marcello?Stefanucci, non si sarebbero manifestati se fosse stata usata più attenzione nei lavori: «La piena del fiume Calore è arrivata! Ma anche chiamarla piena è esagerato, perché si tratta di una condizione ordinaria per un corso d'acqua come il Calore che normalmente si ingrossa per la pioggia che cade costantemente copiosa e la neve che si scioglie sui rilievi collinari e montuosi descriventi il suo bacino idrografico. Eppure quest'attività fisiologica, e non eccezionale, del fiume Calore ha determinato problemi alle opere in fase di realizzazione ai piedi dell'argine di via Grimoaldo re, inserite nel progetto di recupero e valorizzazione dell'ex Colonia Elioterapica al rione Ferrovia, che sfrutta i fondi del PIU EUROPA. Dopo aver minacciato già una settimana fa il cantiere, negli ultimissimi giorni le acque del fiume hanno raggiunto la costruenda passerella ai piedi dell'argine rivestito di mattoni». Un intervento che crea problemi alla fauna presente in zona: «Questo intervento è piuttosto invasivo perché si è cementificata una parte di alveo distruggendo il folto canneto, costituito dalla cannuccia palustre (Phragmites australis), rifugio di numerosi animali, soprattutto uccelli tipici delle zone umide. Come se la devastazione in superficie non bastasse sono stati realizzati pali in cemento armato di un certo diametro che vanno nel sottosuolo per diversi metri al fine di ancorare la passerella in modo che le piene non la spazzino via. Oltretutto con l'accesso pedonale da via Grimoaldo re, che avverrà grazie a scale realizzate in cemento armato, si permetterà l'accesso ai cani randagi che creeranno danni alle nidificazione degli uccelli nelle aree limitrofe al fiume dove ancora sussiste il canneto, ossia a monte e a valle della passerella pedonale». E i problemi, secondo Stefanucci, persisteranno anche dopo la piena: «Quando la piena sarà passata, il fiume ritirandosi lascerà un tappeto di detriti che poi dovrà essere rimosso per consentire che la passerella pedonale possa essere riutilizzata. Se ciò dovesse avvenire annualmente in autunno-inverno si prevedono dei costi di gestione abbastanza alti per un Ente pubblico come il Comune di Benevento che non gode di floride finanze, tutt'altro, vedi l'adesione al decreto salva enti per non dichiarare il dissesto. In più sempre meno sono le risorse che il governo centrale incanala verso gli enti pubblici locali e questo determina una ulteriore difficoltà di gestire spazi pubblici del tipo progettato dal Comune con questa passerella pedonale nell'alveo di piena del più importante fiume del Sannio Beneventano e Irpino». Ciò nasce, secondo Stefanucci, da una concezione sbagliata del fiume: «Si pensa con la redazione di progetti come questo della passerella pedonale ai piedi dell'argine di via Grimoaldo re di avvicinarsi ad altre realtà europee, quali le città che si trovano lungo il Danubio, come Vienna, Bratislava, Budapest, Belgrado, o altre vicino al Reno, come Colonia, Magonza, Coblenza, Bonn, ecc., senza contare che questi fiumi hanno caratteristiche molto diverse dai corsi d'acqua che attraversano Benevento, e non solo per l'ampiezza del loro bacino idrografico. Ma anche il Tevere a Roma e il Po a Torino hanno delle peculiarità che non possono essere paragonate a quelle del Calore o del Sabato»
Piena del Calore, lavori sommersi. Lipu: «Progetto sbagliato»
Stefanucci: «Non c’è una cultura del fiume: così si buttano al vento tanti soldi pubblici»
Redazione Ottopagine