Avellino

Ad Avellino, come altrove, la politica è sempre più lontana dalla comunità e dalle sue esigenze. Lo dimostra il fatto che a sostituirsi alla sua funzione sono proprio i cittadini, costretti a scendere in campo per segnalare e denunciare situazioni e problematiche. Nel capoluogo irpino, infatti, si stanno moltiplicando le associazioni che fanno emergere questioni di degrado e abbandono. Molte utilizzando i social network e altri strumenti interattivi offerti dal web, altre i mezzi più canonici dei comunicati e delle lettere aperte indirizzate alle istituzioni locali interessate (sull'app di Ottopagine l'intervista integrale, scaricala gratis su Apple store e Google play).

Un esempio è quello di “Cittadini in Movimemto” (Movimemto non è un errore ma un vezzo dei fondatori) il cui portavoce è l’avvocato è Massimo Passaro. Un gruppo nato su Facebook meno di un anno fa e che registra oltre 5200 iscritti.

Le denunce più frequenti? «Il degrado e l’abbandono. Come pure la manutenzione inesistente nei parchi pubblici, i lavori realizzati in modo superficiale sulle opere pubbliche, la mancanza di sicurezza e di un piano per il rilancio del commercio, oltre al “parcheggio selvaggio”. Tutti sintomi di una stessa patologia che attanaglia Avellino: la lontananza dell’amministrazione dai suoi cittadini»...

Alessandro Calabrese