Napoli

 "Il Pd era un grande partito, ma per non aver avuto il coraggio di cogliere la modernità, quel grande partito, tra gli applausi, ma è morto, tra le bandiere al vento, ma è morto. Perché la realtà non abbiamo saputo governarla". Lo dice, presentando il suo libro Nonostante il Pd al Tennis club di Napoli, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

"Per una forza come la nostra non abbiamo spiegato ancora - aggiunge il governatore - perché gli operai votano a destra, hanno votato per la Lega. Sul piano culturale, sociologico, non abbiamo capito come si è trasformata neanche la figura dell'operaio". Nel partito ci sono "gruppi dirigenti che io chiamo anime morte, perché - spiega - non contano nulla nelle aree sociali di appartenenza, non li conoscono nemmeno. Quando vai al disastro elettorale devi chiederti: ma chi ha governato per dieci anni? Chi ha fatto parte della segreteria? Chi è stato nel governo senza nessun merito? Non ci sarà il rinnovamento perché i vecchi marpioni e capicorrente sono tutti lì. Nel mio libro dico che sembrano turisti svedesi capitati per caso". "Io - osserva ancora il governatore - sono contro la rottamazione, che è politicamente idiota e umanamente volgare, ma a un certo punto un giudizio di merito devi proporlo, o l'Italia non la governi mai".