Avellino

Scalzi come chi ha perso tutto. In marcia come le migliaia di profughi che si sono incamminati a piedi dall’Ungheria al confine con l’Austria, dimostrando che i muri e le frontiere si possono abbattere pacificamente. Da Salerno a Napoli, da Avellino a Telese, la Campania si è messa in marcia come in altre 60 città italiane oggi in segno di solidarietà con i richiedenti asilo che bussano alle porte dell’Europa.

A Salerno un gruppo di persone sono partite da Piazza Portanova per raggiungere la sede della prefettura insieme ai migranti ospiti delle strutture di accoglienza del territorio. A Telese Terme la Cgil ha sfilato assieme ai ragazzi dei centri di accoglienza, e le cooperative sannite. In corteo anche i sindaci e il consigliere regionale Mino Mortaruolo.

Ad Avellino il percorso è cominciato davanti alla Prefettura. Numerosi i partecipanti che hanno attraversato Corso Vittorio Emanuele a piedi scalzi. Ai territori d'Irpinia e Sannio il Viminale ha chiesto in queste ore la disponibilità ad accogliere buona parte della nuova ondata di migranti, 3600 per la precisione, in arrivo in Campania.

Ma per il sindaco Paolo Foti l'Irpinia ha già esaurito la quota disponibile.

“E' arrivato il momento di affrontare il problema sotto il profilo razionale, non solo sotto l'aspetto emozionale. Questo significa attrezzarsi subito per creare condizioni durature di integrazione dei profughi. L'Irpinia ospita già più di 867 migranti. Qui il problema riguarda le strutture – ha aggiunto il sindaco di Avellino – Non si può immaginare di creare strutture di accoglienza per poi affidarle agli affaristi dell'accoglienza”.

Per la Cgil però il problema delle strutture da destinare ai profughi va affrontato subito e il comune capoluogo non può sottrarsi al dovere di svolgere un ruolo guida.

“Il punto è che fino ad oggi solo i comuni della provincia hanno risposto in maniera adeguata e con grandi sforzi per accogliere i migranti. E' arrivato il momento che anche la città di Avellino si faccia carico di questa questione e individui strutture adeguate per ospitare i nuovi arrivi – ha dichiarato il segretario della Cgil Vincenzo Petrozziello – La Campania, e anche l'Irpinia, sono sottoquota rispetto alle altre regioni. Al prefetto abbiamo chiesto subito di convocare un tavolo per trovare delle soluzioni con i sindaci. Se Avellino non risponde, il Prefetto ha anche il potere di requisire strutture laddove dovesse sorgere la necessità di trovare spazi adeguati per i nuovi arrivi. E noi tutti non possiamo esimerci dall'accogliere questi fratelli”. 

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