Il Tribunale deciderà il 29 settembre. Giorno in cui si pronuncerà sulla proposta, avanzata dal pm Marcella Pizzillo su richiesta dello stesso collegio giudicante, di dichiarare l’intervenuta prescrizione delle accuse di turbativa di gara, corruzione e truffa (tra 2003 e 2006) prospettate a vario titolo per le trentatré persone (altre otto hanno patteggiato o sono state assolte o prosciolte) coinvolte nell'indagine del sostituto procuratore Antonio Clemente e della guardia di finanza sul sistema di aggiudicazione delle gare di appalto del Comune di Telese Terme. Tra loro l'ex sindaco Giuseppe D'Occhio, funzionari e dipendenti dell'Ente, titolari di imprese.
Un argomento, quello della prescrizione, sul quale nell'udienza di oggi hanno discusso, con qualche distinguo rispetto all'opportunità, appunto, di sancirla in questa fase del giudizio, alcuni difensori: tra gli altri, gli avvocati Vincenzo Regardi, Andrea De Longis junior, Angelo Leone, Monica Del Grosso, Giuseppe Maturo, Marcello D'Auria, Giuseppe Massarelli. Attenzione puntata, inoltre, sul recinto che il rappresentante della pubblica accusa aveva definito per l'applicazione della prescrizione, escludendo coloro ai quali era stata stata contestata la recidiva.
Tema controverso, al Tribunale il compito di dirimere la questione. Oltre a quelle ricordate, le altre imputazioni parlano di associazione per delinquere, false fatturazioni e riciclaggio. Nel mirino degli inquirenti, l'esistenza di un presunto ‘cartello’ di imprese ed i rapporti che sarebbero intercorsi tra i titolari di alcune ditte e D'Occhio.
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