Salerno

Dopo tre anni la Salernitana saluta l’olimpo del calcio. Il ko di Frosinone ha sancito la matematica retrocessione dei granata, protagonisti di un’annata disastrosa e che, per numeri negativi, rischia di restare a lungo nella storia del campionato di serie A. 

Una stagione in cui non ha funzionato nulla e che, sconfitta dopo sconfitta, ha assunto proporzioni devastanti per i salernitani. Mortificazioni che, per presenze, attaccamento e spirito identitario, Salerno non avrebbe meritato di vivere. Le ambizioni sbandierate ai quattro venti dalla proprietà, dopo le due salvezze conquistate, si sono sciolte come neve al sole, esponendo il cavalluccio marino ad una serie infinita di figuracce. Risultati figli della confusione che ha travolto l’ambiente granata sin dalla scorsa estate e che sono stati amplificati da un mix letale di inesperienza e presunzione.

Errori che hanno finito per disintegrare l’ambizioso “progetto Iervolino”, trasformando quella che sembrava destinata a diventare una bella favola nella Cenerentola del calcio italiano. Epilogo inimmaginabile fino a qualche mese fa ma che, adesso, mette tutti di fronte ad un bivio. 

Salerno ed i salernitani hanno già racchiuso in quel “che importa se è arrivata la retrocessione” il proprio atto di fede per il futuro. A Iervolino, invece, il compito di far chiarezza e spiegare le sue intenzioni. Sarebbe il minimo “risarcimento” per la vergognosa retrocessione.