Benevento

Altri sei mesi di indagini che serviranno ad approfondire e definire una serie di aspetti. Li ha ordinati questa mattina il gip Flavio Cusani al termine della camera di consiglio fissata dopo una richiesta di archiviazione della Procura, avanzata per problemi procedurali legati alla scadenza dei termini, per uno dei tre tronconi dell'inchiesta sull'Asl. Riguarda le spese legali dell'Azienda sanitaria: argomento delicato e controverso, sul quale l'avvocato Vincenzo Regardi, difensore di alcuni dei quattro indagati, aveva sollevato una serie di questioni che avevano reso necessario integrare il fascicolo con quattro scatoloni di documenti trasmessi dall'ufficio inquirente al giudice.

Come più volte ricordato, nel mirino degli inquirenti  sono finiti circa 15 milioni di euro liquidati ad un paio di dozzine di avvocati tra il  2006 e il 2012. Pratiche al centro di una consulenza curata, su incarico della Procura, dai commercialisti Massimo Zeno e  Stefania Viscione. Attenzione puntata sulla domiciliazione, sulla corrispondenza tra la causa iscritta a ruolo e trattata,  sull'importo erogato e le modalità attraverso le quali è stato definito.

L'attività investigativa è stata scandita dall'autunno scorso dalle escussioni, come persone informate sui fatti, di una sfilza di avvocati. Tutti convocati presso la caserma della guardia di finanza, per rispondere alle domande dei militari del tenente colonnello Luca Lauro, che hanno anche acquisito la documentazione prodotta dai professionisti.  

Il tema dei costi legali sopportati dall'Azienda sanitaria nelle gestioni precedenti a quella del direttore generale Michele Rossi, non più in carica, era emerso dai dossier preparati dal suo avvocato, Roberto Prozzo. Con un doppio obiettivo: respingere le accuse di Pisapia, secondo il quale l'operato di Rossi sarebbe stato condizionato dalla politica, e accendere i riflettori su quanto si verificava prima che il manager si sedesse, nell'ottobre 2011, sulla poltrona più importante dell'Asl.

Enzo Spiezia