Cagliari-Avellino non sarà un ritorno al passato solo per Massimo Rastelli. Studiando bene il curriculum di Attilio Tesser, alla voce squadre allenate, è visibile la spunta sul Cagliari. Un'esperienza tanto breve quanto burrascosa non ancora del tutto assorbita dal tecnico biancoverde. Una toccata e fuga, un'avventura che ha lasciato molto amaro in bocca e tante polemiche (Sarà possibile leggere l'articolo completo a partire dalle 19 scaricando gratuitamente l'app di Ottopagine da App Store e Google Play).
Era la stagione 2005-2006. Tesser viene chiamato a Cagliari dall'allora presidente Massimo Cellino. Un salto in avanti meritato, ottenuto grazie all'ottimo lavoro svolto nelle categorie inferiori. Il trainer di Montebelluna accetta la sfida. I primi giorni di lavoro scorrono via tranquilli tra ritiro e prime amichevoli. Il cammino in Coppa Italia è fluido e il Cagliari raggiunge gli Ottavi di Finale. Ma con Cellino il rapporto non si scalda.
Arriva il giorno dell'esordio in campionato. Di fronte al Cagliari di Tesser si staglia la figura del Siena. Il presidente e l'allenatore si ritrovano faccia a faccia. Poi Cellino pronuncia una frase che, a distanza di dieci anni, starà risuonando ancora nelle orecchie dell'attuale tecnico dell'Avellino. “Tesser, vediamo se oggi lei è un uomo fortunato”. Un aut-aut, un dentro o fuori. Tesser capisce che l'avventura al Cagliari sta già per giungere al capolinea.
Il Cagliari esce sconfitto dal campo del Siena. Vincono i bianconeri di Luigi De Canio per 2-1, nonostante il vantaggio iniziale segnato da Mauro Esposito. Una doppietta di Enrico Chiesa e gli errori di Fabian Carini, portiere uruguaiano dei sardi, chiudono una giornata da dimenticare. L'esonero arriva immediato. Il Cagliari passa ad Arrigoni, poi a Ballardini e infine a Sonetti. Quattro allenatori in una sola stagione per una salvezza raggiunta in extremis. E quella frase che Tesser ancora non ha cancellato dalla memoria.
Carmine Roca