Benevento

«I teatri sono chiusi. E’ un dato di fatto. Occorre partire da questa verità per trovare soluzioni». Nazzareno Orlando, consigliere comunale d’opposizione va dritto al punto. Nuovo capitolo per la questione “Benevento e i suoi teatri”. Così l’assessore alla cultura Raffaele Del Vecchio, lo scorso sabato, aveva scelto d’intitolare un incontro per fare il punto sul tema. Incontro al quale solo ieri, da queste stesse colonne, l’attore e drammaturgo sannita Peppe Fonzo aveva risposto con l’intento di non escludere alcuna soluzione e ventilando l’ipotesi di una gestione dei teatri affidata ai privati. «Il problema esiste ora - rimarca Orlando, predecessore di Del Vecchio a Palazzo Mosti -, ed è troppo semplice dare la colpa alla Regione. Già oltre un anno e mezzo fa in Commissione cultura tentammo di stabilire un rapporto tra pubblico e privato per affidare la gestione dei teatri a chi li ama. Un metodo già sperimentato in altre realtà. Penso a Salerno o a Caserta. E’ questa la strada con la quale pubblico e privato possono compartecipare, ma occorre stilare un bando e trovare una forma adatta». Una soluzione che, peraltro Del Vecchio, aveva drasticamente escluso. «Sono d’accordo a lasciar fuori da una gestione condivisa il Teatro Comunale. Non è così, invece, per gli altri spazi che potrebbero sopravvire solo con una collaborazione tra pubblico e privato». Per Orlando le chance sono state sprecate «Perché si è lasciata morire la Fondazione Città Spettacolo? - si chiede l’esponente di Tél e prosegue - Quell’organismo era nato non solo per gestire la programmazione ma anche per rendere più semplice la collaborazione con i privati. Non è certo colpa di Raffaele Del Vecchio se i teatri sono chiusi ma è nel momento di crisi che vanno individuate le soluzioni. Con il fondo della Fondazione si poteva lavorare per restituire alla città il Comunale e invece nulla è stato fatto a riguardo. Forse sarebbe stato più saggio proporre un’edizione in meno di Città Luce e utilizzare quei fondi per il teatro. E poi - rincara la dose Orlando - anche se chiuso, al teatro andrebbe assicurata un po’ di manutenzione. Una pulizia almeno all’esterno, considerato anche che si affaccia sulla zona dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco». Ma Orlando pensa anche agli operatori del settore «Gli artisti vivono un momento di grande disagio, è difficile avere uno spazio e siamo nel grigiore e nell’assenza. Capisco bene la posizione di Peppe Fonzo che ha avuto coraggio ad inaugurare uno spazio suo e tira avanti per la sua strada». Ma Fonzo non è l’unico esempio «Il fatto che determinate manifestazioni ora siano promosse esclusivamente da privati, come accade a Luca Aquino e alla sua Riverberi, non significa che gli artisti sono maturati ma che vivono un momento difficile. Non è una questione di colpe, sono d’accordo a fare quadrato ma Del Vecchio deve valutare tutte le proposte, anche quelle che riguardano la Fondazione e la gestione ai privati degli spazi teatrali, per quelli più piccoli è una soluzione possibile» Orlando infine conclude «Quel che manca è la voglia di un dibattito vero sulle problematiche culturali. Il confornto pubblico va alimentato, non anestetizzato».

di Mariateresa De Lucia