Le ultime analisi su 24 campioni di rifiuti prelevati dalla discarica abusiva di Calvi Risorta in provincia di Caserta, rese note dalla relazione del professore della Seconda Università di Napoli, Andrea Buondonno, datata 10 settembre, confermano ed evidenziano come «Su un primo lotto di 24 campioni di rifiuti in 13 casi (54.2% del totale) i rifiuti sono classificabili come speciali e pericolosi». Mentre le potenziali conseguenze per l’ambiente e la salute umana prospettate sono a dir poco allarmanti: «Carcinomi, malformazioni scheletriche, danni al sistema nervoso, al sangue ai reni, allo sviluppo celebrale e all’apparato riproduttivo».

Nel giugno scorso, il Corpo Forestale dello Stato definì l’area dismessa da più di 30 anni come la “discarica abusiva più grande d'Europa”, dove finirono: fanghi industriali, sostanze chimiche tossiche prodotte da aziende francesi, fusti deteriorati con tracce di solventi e vernici. A seguito dei risultati delle analisi, i parlamentari del M5S di Camera e Senato, assieme a tutto il gruppo in Regione Campania chiedono che siano portati avanti i lavori di rimozione dei rifiuti altamente nocivi rinvenuti nella discarica, e che sia accertato al più presto se i contaminanti cancerogeni, quali il cromo 6 contenuti in alcuni fusti, abbiano contaminato le matrici ambientali, con conseguente messa in sicurezza e bonifica del sito, e che vengano accertate le responsabilità penali al più presto. Richieste per altro presenti anche nella relazione conclusiva delle analisi, condotte dalla Seconda Università per gli studi di Napoli, su incarico della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.

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Michele Intorcia