Salerno

Operato a Desio, in provincia di Milano, dopo un incidente stradale, con la famiglia decide di trascorrere le ferie in Calabria. Ma quando è sulla strada del ritorno avverte un malore. Ricoverato all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, il 56enne Salvatore Eremitaggio muore dopo quattro giorni.

La famiglia chiede chiarezza sul decesso e allerta la polizia. L’informativa degli agenti arriva sul tavolo del pubblico ministero Silvio Marco Guarriello che apre un fascicolo d’inchiesta sequestrando la salma, che sarà sottoposta ad autopsia nella giornata di oggi. Esame affidato al medico legale incaricato dalla Procura Sandra Cornetta. Sul registro degli indagati una ventina tra medici e infermieri, tra cui sette rianimatori, un paio del Pronto Soccorso, altri di Chirurgia generale e una dottoressa che l’aveva tenuto in cura a Desio.

E’ accaduto qualche giorno fa, quando Salvatore Eremitaggio (originario della provincia di Napoli ma trasferitosi al nord Italia, lavorava a Milano) aveva deciso di trascorrere qualche periodo di vacanza in una località estiva della Calabria. Una scelta dettata anche dallo stato di convalescenza in cui si trovava: aveva subito un incidente stradale e aveva riportato dei danni al torace e alle costole (fratturate). Operato all’ospedale di Desio e Vimercate (in provincia di Milano) le sue condizioni di salute non destavano preoccupazioni tanto che era stato dimesso e autorizzato a trascorrere la convalescenza al mare. Con la famiglia arriva in Calabria, qui passa qualche giorno in assoluto relax e dopo decide di ritornare a casa. Ma sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria avverte un malore. Decide di allertare i soccorsi che lo trasportano in ambulanza all’ospedale di via San Leonardo.

Qui viene visitato e trasferito in un altro reparto. Le condizioni di salute si complicano, vengono effettuati alcuni interventi chirurgici ma non c’è miglioramento. Dopo quattro giorni di ricovero- nel frattempo era stato trasferito nel reparto di rianimazione- il cuore di Salvatore Eremitaggio tra lo stupore dei familiari cessa di battere. Una morte che proprio la famiglia giudica assurda e per questo motivo chiede chiarezza. Anche perchè- a loro dire- il 56enne prima di mettersi in viaggio per la Calabria e successivamente per far ritorno a casa non ha avvertito nessun malore. Viene effettuata la denuncia, gli inquirenti provvedono a sequestrare la cartella clinica del degente e la diagnosi per la quale era stato ricoverato. La Procura, nel frattempo, ha ritenuto di aprire un fascicolo d’inchiesta sottoponendo a sequestro la salma dello sfortunato 56enne napoletano. 

 

Redazione Sa