Benevento

Avrebbero dovuto chiudere i battenti già da tempo. E invece le società provinciali per i rifiuti daranno inizio oggi al loro sesto anno di vita. A sancire la imprescindibilità della Samte e delle altre quattro strutture provinciali campane è stata la Regione con la nota trasmessa alla vigilia di Capodanno alle Province, alle Prefetture e alle stesse società. Oggetto: la prosecuzione «forzata» delle attività al fine di scongiurare la paralisi pressochè immediata dei servizi che si sarebbe determinata da oggi se le società non avessero assicurato l’attività degli Stir e degli altri impianti di propria competenza. All’origine il mancato avvio della gestio­ne assegnata ai Comuni in forma associata dal­la legge regionale 5/2014 ap­­provata ormai un anno fa: «Nonostante la legge sia stata promulgata a gennaio 2014 - scrive l’assessore regionale Giovanni Romano nella comunicazione inviata in extremis alle cinque Province - ad oggi i Comuni non hanno adot­tato gli atti previsti per dare ad essa compiuta attuazione, al punto da costringere la Regione ad attivare i poteri sostitutivi. E’ del tutto evidente quindi che i Comuni non potranno assolvere alle nuove funzioni operative previste dalla legge a decorrere dal 1 gennaio 2015, così come previsto dall’intervenuta proroga ex lege 116/2014. Pertanto - conclude il titolare regionale dell’Ambiente - in attesa del definitivo trasferimento delle funzioni dell’intero ciclo ai Comuni con la costituzione delle strutture operative previste dal­la legge regionale 5/2014 che prevede anche le modalità esecutive nel periodo transitorio dettando specifici tempi di attuazione del nuovo modello di gestione, si ritiene necessario che debbano essere di fatto mantenute le procedure gestionali attualmente vigenti». Tutto come prima, dunque. I Comuni continueranno a partorire con gran travaglio il nascituro Ambito unico mentre alle società provinciali toccherà garantire i servizi, in par­ticolare il funzionamento dell’impiantistica: «Continueremo ad effettuare la conduzione degli impianti - assicura l’amministratore di Samte Nicolino Cardone - Ma non ci limiteremo alla ordinaria am­­­ministrazione. Proveremo a portare a compimento l’iter per il potenziamento dello Stir di Casalduni con il trattamento di frazioni differenziate dei rifiuti. Inoltre chiederemo alla magistratura il dissequestro della discarica di Sant’Arcangelo Trimonte. Intendiamo consegnare al nascente Ato la dotazione infrastrutturale migliore pos­sibile».

Paolo Bocchino