Ariano Irpino

Giorgione, Tribunale, Caserma Carabinieri, Palazzo Bevere Gambacorta, quest’ultimo avvolto da una mega impalcatura, manca solo l’Episcopio e il mosaico dei palazzi vuoti poi è davvero completo. Il più vecchio tra gli edifici inutilizzati resta il Giorgione, lungo via D’Afflitto e Piazzetta San Francesco, chiuso dal 1999, gli ultimi due baluardi invece poco distanti l’uno dall’altro, il Tribunale e la Caserma dei Carabinieri, il primo trasferito a Benevento, la seconda nel Piano di Zona sempre ad Ariano Irpino, con notevoli ripercussioni nel centro storico a causa delle due gravi perdere, soprattutto sotto l’aspetto economico.

 

Quale sarà il loro vero futuro? Nicola Cuordoro, docente in pensione e scrittore fa questa analisi: “Una cartina di tornasole per sottolineare la decadenza di un posto, un luogo, un paese è lo stato degli edifici pubblici e privati, dei palazzi istituzionali e non. Ad Ariano ormai, tolti alcuni Palazzi destinati ancora ad ospitare un Museo o qualcos'altro, ve ne sono molto che testimoniano lo stato di abbandono, di estrema desolazione in cui è caduta questa città. Sono palazzi che, una volta pieni di vita, ora non ospitano più niente, sono gusci vuoti, e si ergono a testimoniare l'ininfluenza politica e sociale della nostra cittadina nel contesto irpino, il declino lento e inesorabile di una comunità che non incide più nella realtà dell'Irpinia e della Campania.

 

Una rapida passeggiata vi porterà sul Calvario dove troneggia il Palazzo di Giustizia. Il palazzo è lì, vuoto, e la Giustizia se ne andata. Più avanti vi imbattete nella Caserma dei Carabinieri, spostata giù al Piano di Zona, anch'essa, quindi, vuota, mentre di fronte si erge la sagoma ormai minacciosa del palazzo delle Terrazze Hotel "Giorgione", esempio incommensurabile della sciatteria e della mediocrità di una classe politica di un ventennio. Arrivando in Piazza Plebiscito, troviamo il Palazzo del Vescovado che, a meno di un miracolo all'ultimo momento, dovrebbe rimanere vuoto anch'esso.

 

Non è che ci dobbiamo aspettare che tra un certo lasso di tempo anche il Palazzo di Città rimarrà vuoto, diventando Ariano una semplice estensione territoriale di qualche Comune limitrofo che nel contempo sta progredendo, invece, notevolmente. Io mi fermo qua, non ho il coraggio di proseguire nella conta. Una cosa è certa, che se si vuol fermare questo degrado civile e politico della città, chi di dovere e la popolazione tutta deve cominciare a farsi sentire a livello provinciale e regionale, i nostri rappresentanti non possono consentire con il loro succube silenzio che Ariano diventi una semplice “espressione geografica”, per cercare almeno di recuperare un po' quell'autorevolezza e importanza di una volta, una città importantissima,  che faceva da cerniera tra la Campania e la Puglia, che era conosciuta come la "Città del Tricolle ", di una bellezza insolita e con una popolazione civile, solidale e laboriosa .”

Gianni Vigoroso