Gli equilibri dei clan del Vallo Lauro sono cambiati. Da qualche anno non esiste più una struttura piramidale con al vertice i boss. Sul territorio si estendono “soldati” autonomi che agiscono per proprio conto, senza leader riconosciuti. A descrivere la nuova geografia della camorra nel Vallo Lauro sono le relazioni della Dda. Sono servite numerose operazioni di polizia per scardinare i vecchi boss e debellare i clan Cava e Graziano presenti sul territorio del Vallo Lauro.
Le nuove leve sono emerse man mano che le forze dell’ordine arrestavano i vecchi boss. Nuove leve che sono cresciute anche sulle ceneri del clan Partenio, debellato nei primi anni del 2000 da una serie di operazioni di carabinieri e polizia tra Avellino, Mercogliano e Serino.
Quelli che erano solo dei gregari o magari semplici picchiatori stanno diventando - secondo le relazioni delle forze dell’ordine - a nuovi aspiranti protagonisti della criminalità organizzata made in Irpinia. Sarebbero anche stati verificati dei contatti continui proprio tra i giovani boss dell’avellinese e colleghi che stanno iniziando ad operare con sempre maggiore insistenza a Quindici e nel Vallo di Lauro. Una nuova camorra che poggia su basi diverse da quelle precedente, meno ancorata alla tradizioni del rispetto all’uomo d’onore.
Forse meno organizzata, ma probabilmente più selvaggia e pericolosa.
Così come ci insegnano la cronaca di questi giorni e le violente sparatorie e omicidi che si stanno verificando nelle strade di Napoli. Oggi, anche se tutti gli affiliati ai clan sono in carcere, la storia della criminalità si ripete. Con modalità e azioni diverse ma è sempre presente. Non bastano gli interventi delle forze dell'ordine dell'Antimafia, delle associazioni anticamorra o delle amministrazioni. Ci vorrebbe un cambiamento radicale. Di cultura. Generazionale.
Paola Iandolo