Avellino

Sesso all’aperto, spaccio, vandalismo e tanta inciviltà. Questo il resoconto di un viaggio fra le principali aree verdi di Avellino. Dopo le discussione degli ultimi giorni, con i protagonisti che si sono avvicendati su queste colonne, facciamo il punto.

Parco Manganelli (Santospirito): Non ci sono strutture recettive adeguate, gli edifici che dovevano assolvere a questa funzione sono tutti chiusi e murati, ricettacolo di vandalismo e degrado, nonché di episodi di sesso all’aperto e festini alcoolici. Soprattutto nelle ore notturne quando, a causa dell’assenza di controlli, con l’ingresso del parco che rimane aperto, il Santo Spirito è alla mercé di vandali e giovani desiderosi di far festa. A nulla servono le segnalazioni ripetute degli abitanti intorno. Le autorità osservano impotenti, parlando di insufficienza di personale. Il Parco rivive solo in occasioni sporadiche, dovrebbe invece rappresentare uno dei principali poli aggregativi di Avellino offrendo uno splendido palcoscenico per concerti e rassegne culturali all’aperto. Ricevere i permessi per l’utilizzo dell’aria, vista la mancanza di personale di controllo nei giorni nevralgici, feriali e festivi, è impresa proibitiva. Inoltre, complice l’assenza di dog toilet (quelle che c’erano furono distrutte), il Manganelli non può essere goduto in compagnia dei propri amici a quattro zampe.

Parco Palatucci: L’allarme lanciato da Cittadini in Movimento due giorni fa è l’ennesimo campanello d’allarme su una ferita aperta della città. Un’isola verde che dovrebbe rappresentare un centro ludico sportivo d’avanguardia grazie alle strutture sportive e il parco-giochi destinato ai più piccoli, è invece un gigante dormiente esposto a vandalismi di ogni genere. Gli spogliatoi sono abitazioni improvvisate per senza tetto sempre più rumorosi e, stando alle segnalazioni recenti, più pericolosi. Di poche notti fa l’increscioso tentativo di stupro e rapina che ha visto coinvolta una ragazza salvata dal provvidenziale arrivo di una pattuglia. L’area del parco giochi, nelle ore notturne, diviene centro di spaccio e festini per adolescenti. Spesso i bambini, visto il controllo assente della struttura, accedono liberamente ai campi rincorrendosi fra frammenti di vetro e rifiuti di ogni tipo. Lo stesso destino tocca alla pista di skateboard con le pareti sui lati divelte, frantumate e sparse sul pavimento. Sedili e pezzi di panchine usati come frisbee. 

Giardinetti di Piazza Kennedy: Un altro dei polmoni verdi della città muore nella Casetta di Vetro, un edificio che continua a rappresentare un grande punto interrogativo. La struttura funziona solo in occasioni particolari come rassegne o eventi sporadici, vedi Bella Estate, mentre durante il resto dell’anno rimane chiusa divenendo ritrovo per senza tetto e disperati. Ve lo abbiamo raccontato. Si parlava di un provvedimento che aveva il compito di trasformarla in un dislocamento dei vigili urbani. Ad oggi, nulla si è mosso in tal senso, né si sono avute delucidazioni sulla destinazione d’uso della struttura. Gli unici tentativi di sono venuti dal basso, da un petizione popolare, ma si sono rivelati, per forza di cose, inutili. ( L'articolo continua sulla app delle 13 di Ottopagine. Scaricala gratis per apple e android e ricevi ogni giorno notizie sempre aggiornate)

Andrea Fantucchio