Salerno

Non avrebbe riconosciuto l’attività del sindacato e quando la parte sociale ha chiesto spiegazioni lui l’avrebbe aggredito: altri due capi d’accusa per il manager del Ruggi, Vincenzo Viggiani, finito nuovamenten nel mirino della Procura.

Per il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Salerno c’è l’ipotesi di reato di lesioni e ingiurie. L’inchiesta è stata affidata al pubblico ministero Stefania Falasca e si aggancia alla vicenda delle Mobilità interne per le quali lo stesso Viggiani è finito sotto inchiesta (pm Maurizio Cardea) per abuso d’ufficio.

Tutto nasce agli inizi di aprile quando il manager aveva autorizzato dei trasferimenti senza l’iter procedurale come contestato dai sindacalisti del Nursind e del Sapmi che lamentavano - tra l’altro - anche un passaggio ritenuto discrezionale operato a Mercato San Severino.

Quel provvedimento fu ritirato ma gli screzi rimasero, soprattutto con Carmine De Chiaro del Sapmi che aveva- tra l’altro- contestato la nomina a dirigente amministrativo senza che il professionista avesse i titoli specifici. Quindi, il 3 giugno, il segretario del Sapmi affondò i colpi parlando di illegittimità di una nomina in commissione gare d’appalto diretta dall’ingegnere Corrente. Fu il preludio a quanto poi sarebbe accaduto il giorno dopo.

Viggiani aveva convocato un’infermiera professionale per la vicenda della mobilità interna (incontro poi slittato), la donna incontrò (casualmente) il segretario del Sapmi De Chiaro e insieme si recarono negli uffici del manager. Nell’ufficio, il diggì del Ruggi avrebbe invitato a uscire l’infermiera professionale situazione che gli avrebbe consentito di restare solo con Carmine De Chiaro. Al quale avrebbe detto di non riconoscere il sindacato di appartaneneza e che il segretario del Sapmi non era «degno di fare il sindacalista».

Il clima diventò incadescente, volarono parole grosse e De Chiaro denunciò ai carabinieri l’aggressione fisica subita dal manager certificata con cinque giorni di guarigione. Le indagini dei militari dell’arma sono arrivate sul tavolo della Procura che ha configurato per il direttore generale del Ruggi il reato di ingiurie e lesioni personali. Sullo sfondo delle contestazioni il passaggio di due dirigenti medici a ginecologia - trasferimento già accordato - e poi sospeso dallo stesso manager e sul quale c’è un altro esposto ai carabinieri. E allo stesso tempo le attenzioni della Procura- sempre su denuncia- si concentrano anche sull’attività invasiva in isteroscopia a Cava. L’esposto parla di anomalia per lo strumentario per il quale saranno chiamati a rispondere - nel caso fosse accertata la bontà della denuncia - lo stesso Viggiani in qualità di manager del Ruggi e il responsabile del Santa Maria dell'Olmo a Cava.

 

Redazione Sa