«E' lo Stato il primo omofobo. Perché io sono davvero un cittadino di Serie B: non posso sposarmi, non ho i diritti degli altri. E' questa la parte fondamentale che va risolta».
Così ci confidò Carlo Gabardini che, lo scorso 6 giugno, a Benevento venne come testimonial del gay pride.
Il riconoscimento di diritti civili fondamentali era il punto su cui l'attore e scrittore aveva posto l'accento.
Continuano a farlo anche gli attivisti del movimento Wand (We are not different), collettivo Lgbt che dopo aver lavorato per ospitare in città l'onda pride ha continuato nel percorso, intrapreso già da qualche anno, di sensibilizzazione ai diritti del popolo lgbt.
La loro battaglia degli ultimi mesi si concentra sul riconoscimento delle Unioni Civili e sull'istituzione del relativo registro al Comune di Benevento, promessa ma ancora lontana.
E' di qualche ora fa il post sulla pagina Facebook del gruppo (con relativo screenshot): «Era l'11 giugno quando, dal suo profilo Facebook, il sindaco di #Benevento Fausto Pepe annunciava la convocazione del consiglio comunale per discutere del riconoscimento delle #UnioniCivili.
Quasi un mese dopo, in presenza della senatrice Monica Cirinnà, il sindaco affermò di voler istituire il registro delle unioni civili a #Settembre.
Oggi siamo al 21 di settembre e il sindaco, da noi più volte sollecitato nell'ultimo mese, sia tramite mail che tramite la stampa, non ha fatto pervenire la benché minima risposta.
Noi non ci fermiamo. Chiediamo che il sindaco rispetti gli impegni assunti e adempia al suo ruolo dando ascolto alle richieste delle cittadine e dei cittadini, senza barricarsi in uno sprezzante silenzio.
Se nessuno ci ascolta grideremo ancora più forte!#AspettandoPepe».
Seguono gli indirizzi al contagiorni (www.contagiorni.it/contatori/id/97792/)e al post dell'impegno del sindaco (www.facebook.com/fausto.pepe.3/posts/917376794951908).
Mariateresa De Lucia