Ospita in casa il compagno a cui aveva inferto una violenta coltellata nel giugno scorso, la procura chiede l’arresto in carcere per la 35enne Ramona Guzman de Leon, alias Giselle, la domenicana finita agli arresti domiciliari con l’accusa di tentato omicidio e gravi lesioni personali nei confronti di Alfonso Trapanese, gestore insieme al figlio di un’enoteca sul lungomare Trieste.
Per il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Roberto Penna, quelle visite non sono ammesse nonostante le giustificazioni della sudamericana e dello stesso compagno a cui aveva sferrato il fendente «perché la segregava in casa». Saranno i giudici del Tribunale del Riesame a decidere il prossimo 30 ottobrese accogliere la richiesta del sostituto procuratore dopo che il giudice aveva ritenuto nulla l’istanza presentata.
Proprio la donna (per lei pende una richiesta di giudizio immediato), stando alla versione da lei stessa fornita, quell’uomo con cui aveva da gennaio intrapreso una relazione era diventato a suo dire il suo carceriere: Trapanese sarebbe diventato geloso in modo ossessivo e spesso il loro rapporto era contrassegnato da urla e scenate ogni qualvolta lei manifestava il desiderio di uscire anche solo per una passeggiata con le amiche. Quindi, in un caldo pomeriggio di giugno, dopo serate trascorse a litigare anche in pubblico, in un appartamento al piano terra in uno stabile di lungomare Trieste, la donna, al culmine di una sfuriata, aveva preso in mano un coltellaccio da cucina e aveva colpito Alfonso Trapanese alla spalla.
Redazione Sa