Benevento

Mamma stalker? Macchè: solo una persona anziana, affetta da gravi patologie, che all'epoca dei fatti era incapace di intendere e di volere. L'ha sentenziato il giudice Maria Di Carlo, evidentemente sulla scorta delle conclusioni di una perizia psichiatrica, assolvendo una ultraottantenne che era stata accusata di aver perseguitato per anni il figlio.

La storia, ambientata in un centro della Valle Caudina, era finita al centro di un'indagine avviata dopo la denuncia dell'uomo. Che aveva puntato il dito contro la mamma. “Mi perseguita da tempo”, aveva raccontato. Fissando in un momento preciso l'inizio dei comportamenti della pensionata.

Aveva infatti spiegato che lei aveva 'celebrato' la notizia della gravidanza della nuora piazzando qualche secchio di liquame dinanzi alla loro abitazione. Ecco perchè lui, a quel punto, aveva deciso di installare alcune telecamere, così da riprendere le azioni compiute dalla genitrice, che vive a poca distanza, sia nei suoi confronti, sia di chi gli andava a far visita.

Una vicenda dai tratti assurdi, che ora ha avuto il suo epilogo giudiziario. Perchè l'imputata (difesa dall'avvocato Anna Iachetta), checchè ne pensi il figliolo (parte civile con l'avvocato Marianna Febbraio), è stata assolta. Altro che stalker, la poverina era incapace di intendere e di volere.

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