Salerno

Pace fatta e festeggiamenti in archivio. Il San Matteo edizione 2015 sarà ricordato come quello della conciliazione. Ma, all’orizzonte, molto presto potrebbero soffiare di nuovo venti tumultuosi.

Che, questa volta, non colpiranno l’arcivescovo Moretti o le decisioni della diocesi salernitana. L’annullamento del classico spettacolo pirotecnico che solitamente chiudeva le celebrazioni del Santo Patrono non è andata giù. Non solo ai componenti attivi della società civile e politica che hanno puntato il dito contro la decisione dell’amministrazione. Anche i portatori, infatti, hanno messo in cattiva luce la decisione. 

Le chiacchiere e i rumors sussurrati nel quadriportico della Cattedrale sono stati intercettati da molti che hanno partecipato alla fase preliminare della “passeggiata” dei Santi fra le strade del centro storico. «I fuochi non si sono fatti oggi. Adesso non dovranno esser sparati anche a Capodanno», il pensiero di qualcuno che non si è nascosto dietro ad un dito per esprimere il suo malcontento.

Una vera e propria “patata bollente” che, nei prossimi mesi, passerà fra le mani dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Enzo Napoli: nel corso del consiglio comunale di ieri il facente funzioni si è difeso sottolineando di aver «soltanto seguito i dettami giunti dalla Curia», che nel segno di celebrazioni “nel solo senso religioso, avevano chiesto di limitare al massimo tutti gli eventi extra-ecclesiastici, sulla scia di quanto accaduto nel 2014, al termine di festeggiamenti che sono entrate tristemente alla storia con la processione auto-gestita dei portatori e l’abbandono del drappello da parte di Moretti.

Un messaggio neanche troppo implicito che potrebbe far avviare altre possibili contestazioni: i componenti delle paranze, infatti, nel corso delle trattative per decidere sull’iter da seguire nella processione appena andata in archivio hanno mostrato tutta la loro fermezza nel esternare i loro dubbi e le loro rimostranze in occasione dei tavoli di ripetuti tavoli di trattativa con l’arcivescovo e i suoi collaboratori. 

 

Redazione Sa