Avellino

Che all’Avellino contro il Novara è mancato solo il gol è palese. A sottolinearlo, acuendo il rammarico dei biancoverdi, che per la mole di gioco espressa per larghi tratti del match avrebbero meritato di portare a casa la vittoria, sono anche i dati statistici elaborati dalla Panini Digital per la Lega Serie B: i numeri del match non lasciano spazio a dubbi. L’Avellino ha prevalso in tutte le voci prese in considerazione per sviluppare il report di fine gara. I biancoverdi hanno tenuto in mano le redini del gioco, facendo registrare un possesso palla pari al 54 per cento. Appannaggio dei lupi anche il numero dei calci d’angolo battuti: 12 rispetto ai 4 totalizzati dagli ospiti, gran parte dei quali guadagnati in un avvio di gara propositivo, trascorso costantemente nell’area di rigore avversaria. Sedici i tiri verso la porta difesa da Da Costa, di cui 6 nello specchio della porta. Gli uomini di Baroni hanno invece concluso 11 volte centrando per 4 volte lo specchio.

Predominio avellinese anche nel computo delle palle giocate (543 a 482) così come nella percentuale dei passaggi riusciti: 53,3 quella fatta registrare da Arini e compagni rispetto al 49,3 su sponda novarese. Eloquente pure il responso relativo alla supremazia territoriale: l’Avellino ha giocato per 10 minuti e 7 secondi nella metà campo novarese a dispetto degli 8 minuti e 30 secondi trascorsi dai dirimpettai oltre il centrocampo. Anche l’indice che valuta la capacità di una squadra di difendere la propria porta premia i ragazzi di Tesser: 59,1% - 57,7%. Infine, le statistiche offensive. La percentuale di attacco alla porta restituisce un testa a testa sintetizzato da un 42,4 - 40,9 finale. La pericolosità, ovvero l’indice composito (in scala da 0 a 100) che misura la produzione offensiva di una squadra considerando, tra le variabili, la capacità di mantenere il possesso palla, di verticalizzare, di giungere al tiro, di creare occasioni da rete evidenzia dieci punti percentuali di distacco: 44,1 - 33,1. Roba da mangiarsi le mani, soprattutto rivedendo il replay del gol non convalidato a Trotta, al 32’, per una posizione irregolare che non c’era. Ma il calcio è così: si fa beffe dei numeri e conserva sempre un alto, affascinante, grado di imponderabilità.

Marco Festa