Più di 60 miliardi andati in fumo: questa la cifra spropositata che il mostro del Mercatone è costato alla città di Avellino in trent’anni di (non) attività. Ieri sono inziati i lavori che dovrebbero rappresentare una nuova speranza per un edificio che, a oggi, rappresenta la vergogna del capoluogo irpino: ostello per senzatetto, nascondiglio per amplessi di coppie audaci e festini alcolici, museo improvvisato per giovani writers. Un furto lungo trent'anni. Ecco le dinamiche e i colpevoli.
Il "buon giorno" si vede dal mattino: E' il 1994, l'amministrazione Romano è succeduta a quella Venezia. La struttura presentata dall'allora presidente del Consiglio Ciriaco De Mita nel 1988 versa già in stato di degrado: I negozi spostati da Piazza Kennedy per incentivare il commercio sono tutti falliti. La ragione? Una progettazione miope ha costretto attività commerciali nate per svolgersi al chiuso in una struttura all’aperto privo di strade di scorrimento per il pubblico, gelida d’inverno e rovente d’estate. Miopia che ci costa carissima: trenta miliardi di lire.
La speranza di Nunno: Il sindaco della città giardino ipotizza un project financing per il Mercatone: la struttura va in gestione a chi decide di prendersela in carico. L'amministrazione lascia tutti i profitti della gestione a chi decide di occuparsene. Il progetto non verrà mai attuato.
Il disastro Galasso: Dopo aver bocciato la soluzione project financing di Di Nunno Galasso pensa al salvagente dei fondi PICA: i soldi li fornisce l’Europa. L' amministrazione interrompe i lavori del Tunnel sottorraneo vicino al Palazzotto, poi mai terminato, e dà la priorità al Mercatone. Salvo interrompere nuovamente i lavori nel 2010. Altri quattro milioni di euro andati in fumo. Ai quali se ne aggiungeranno ulteriori sette da versare agli eredi Galasso, proprietari del terreno su cui sorge l’edificio e vincitori del contenzioso con l’amministrazione. Amministrazione che ritarda il pagamento così che il prezzo lieviti ancora. Galasso, prima di passare il testimone a Foti ,verserà solo una trance del corrispettivo dovuto e riuscirà perfino a far peggio: più di 800.000 euro versati alla ditta incaricata dei lavori per completare il lotto A, destinato a diventare un dislocamento dei vigili urbani. Lavori, ovviamente mai ultimati.
Le amnesie di Foti: Con la nuova giunta e i fondi europei che fanno gola, si decide di dimenticarsi del Mercatone e scegliere altre priorità, su tutte Piazza Libertà (pesantissimo in proposito il giudizio dell'allora Assessore all'Urbanistica Vanacore) ad oggi non ancora pavimentata.
(La foto di copertina ci è stata gentilmente concessa da Pellegrino Tarantino)
Andrea Fantucchio