Dov’è possibile gustare una buona pizza? A Napoli. Certo, che ai piedi del Vesuvio la pizza sia una specialtà non è una novità. Anzi. Da sempre il capoluogo campano vanta le migliori pizzerie del Bel Paese. Ma anche oltre i confini del centro storico partenopeo c’è chi sforna ottime pizze. Ad avvalorare questa tesi è il "Gambero Rosso", il che non è poco. Il noto mensile specializzato nel settore culianario ha pubblicato la classifica 2016 sulle migliori pizzerie d’Italia, dividendole in tre categorie: Pizza Napoletana, Pizza Italiana e Pizza a Degustazione.

Scorrendo la lista delle pizzerie con più spicchi (riconoscimenti del Gambero Rosso) ne balzano agli occhi ben dodici campane. Nella categoria Pizza Napoletana le pizzerie migliori – secondo il mensile culinario – sono sparse tra i Comuni delle diverse province – tra Caiazzo, Ottaviano, Palma Campania, San Giorgio a Cremano, Palazzo Vialdo e Torre del Greco - e la migliore pizzeria gluten free è a Moiano, nel beneventano, dove la specialità partenopea viene cotta in due forni diversi, proprio per soddisfare anche il palato degli intolleranti al glutine. Insomma, ce n’è per tutti.

Ma, a proposito di pizza, l’ingegno partenopeo non finisce mai di stupire. Da pochi giorni non si fa altro che parlare della prima pizzeria "geotermica". Una pizzeria caratterizzata da camere tufacee per la lievitazione della pasta: all’interno di un’ambiente circondato da tufo giallo napoletano la pasta viene fatta lievitare dalle 24 alle 48 ore. Risultato? Una lievitazione ad alta digeribilità. Di questo sistema  - che secondo alcuni studi risale ad epoche antichissime - se ne parlerà in occasione della "Settimana del Pianeta Terra" in programma a Roma dal 18 al 25 ottobre prossimo.

Una lievitazione particolarmente leggera visto che le caratteristiche chimico-fisiche del tufo giallo napoletano conferiscono alla roccia straordinarie capacità di isolamento termico. L’idea di una pizzeria geotermica - nata dopo particolari ricerche riconosciute dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca – è venuta ad Enzo Albertini, presidente di Napoli Sotterranea.

La specialità napoletana è sempre pronta ad affrontare nuove sfide – dalla gluten free alla geotermica. Tra i prossimi obiettivi c’è la raccolta di un milione di firme per essere ufficialmente inserita nella lista dei beni immateriali patrimonio dell’Unesco.

Giovanna Di Notte