Avellino

Sandro Pertini per gli Irpini era è rimarrà sempre il presidente. Un modello ineguagliabile di rettitudine e capacità di ascoltare il prossimo. Impossibile dimenticare le sue lacrime mentre si schierava di fianco ai nostri conterranei colpiti dal tragico sisma dell’80. Nel giorno del suo compleanno vogliamo ricordare qualche stralcio del suo indimenticabile discorso che infuse coraggio ai tanti irpini che persero parenti e amici durante quelle tragiche ore. Quelle parole furono carezza e sprone per guardare con rinnovato coraggio al futuro.

«Degli emigranti che erano arrivati dalla Germania e dalla Svizzera e con i loro risparmi si erano costruiti una casa, li ho visti piangere dinanzi alle rovine di queste loro case. Ed allora: non vi è bisogno di nuove leggi, la legge esiste … Si applichi questa legge e si dia vita a questi regolamenti di esecuzione, si cerchi subito di portare soccorsi ai superstiti e di ricoverarli non in tende ma in alloggi dove possano passare l’inverno e attendere che sia risolta la loro situazione». 

«E’ vero, io sono stato avvicinato dagli abitanti delle zone terremotate che mi hanno manifestato la loro disperazione e il loro dolore, ma anche la loro rabbia. Non è vero, come ha scritto qualcuno che si sono scagliati contro di me, anzi, io sono stato circondato da affetto e comprensione umana ... qui non c’entra la politica, qui c’entra la solidarietà umana, tutti devono mobilitarsi per andare in aiuto a questi fratelli colpiti da questa nuova sciagura. Perché, credetemi, il modo migliore di ricordare i morti è quello di pensare ai vivi».

Andrea Fantucchio