Da pedina fondamentale nello scacchiere biancoverde a calciatore ai margini del progetto tecnico. Il calcio è pieno zeppo di storie come quella di Eros Schiavon; di derive impronosticabili di rapporti professionali, che sembrano destinati a durare per sempre, o quantomeno a lungo, e invece si dissolvono in maniera improvvisa e spesso traumatica. L’esperienza del centrocampista veneto in Irpinia potrebbe concludersi con diversi mesi di anticipo rispetto alla naturale scadenza del suo contratto, fissata per il 30 giugno 2016. Nelle ultime ore ha preso quota la possibilità di una rescissione consensuale del vincolo intrattenuto tra le parti, che permetterebbe a Schiavon di accasarsi altrove, da svincolato, a partire dal primo gennaio. La mezzala era sbarcata in Irpinia nell’estate del 2013, anche in quella circostanza a parametro zero, dopo un positivo biennio tra le fila del Cittadella: subito un grande impatto con la sua nuova realtà, certificata dalle 39 presenze, di cui 37 da titolare, e dai 3 gol realizzati. Schiavon contribuì in maniera significativa al raggiungimento della salvezza e a sfiorare i play off, sfumati solo all’ultima giornata. L’inizio della parabola discendente nella stagione successiva. Un paio di infortuni muscolari lo hanno tormentato dopo un positivo inizio, tagliandolo fuori dai giochi per diverse settimane: 25 presenze, di cui 22 da titolare, ma nessun gol.
E siamo alla storia recente: in ritiro, Tesser ha spinto per la sua permanenza in organico, ma l’intesa per un prolungamento del contratto, come invece accaduto con Arini, non è stata raggiunta. Di qui il nuovo tentativo di cessione, negli ultimi giorni di mercato, a chi lo aveva cercato con insistenza: ovvero Spal, Padova e Bassano. Offerte declinate per la voglia di giocare in Cadetteria con gli interessi di Ascoli ed Entella che, però, non si sono concretizzati. Il suo mancato addio, per questioni legate all’elenco degli over, ha bloccato pure il ritorno di Sbaffo. La frattura è diventata infine insanabile. Non convocato per tre volte per scelta tecnica, dall’inizio del campionato, Schiavon ha saltato il match con il Novara per una distorsione alla caviglia. E mentre la Spal sarebbe di nuovo sulle sue tracce per tamponare l’assenza prolungata di Federico Gentile, che sarà costretto a restare fuori per almeno quattro mesi, l’Avellino si ritrova a dover districare un altro nodo a centrocampo dopo il tentativo di risoluzione, con l’ausilio del ricorso al Collegio Arbitrale, del muro contro muro con Romulo Eugenio Togni. Spine nella rosa biancoverde. Ma nel calcio, come nella vita, non c’è sempre il lieto fine. E il matrimonio tra Schiavon e i lupi è sempre più vicino al capolinea.
Marco Festa