Avellino

Del ventitreesimo Trofeo "Vito Lepore", vinto dalla Sidigas contro Agropoli col punteggio di 100-74, rimarranno diverse sensazioni. Quelle di commozione regalate dal ricordo dello stesso Vito Lepore e da quello di Mimmo Bellizzi, la cui numero 5 non sarà più indossata sul parquet ma rimarrà al Del Mauro a vegliare sulla Scandone e a ricordare la lunga e faticosa strada percorsa per arrivare alla sedicesima stagione consecutiva in Serie A dei biancoverdi. Quella strada che in questo momento stanno percorrendo Sacripanti e i suoi ragazzi.

Una strada impervia, almeno in questo inizio di stagione, per il ritardo accumulato nel corso dell'estate. Una strada che però sembra pian piano spianare per la Sidigas, che ha offerto nel match di ieri sera la migliore prestazione di questo precampionato. C'è da pesare l'avversario, una Agropoli combattiva ma non irresistibile, e la differenza di condizione atletica che si è vista soprattutto nel primo tempo, quando le gambe dei biancoverdi non riuscivano a girare. I margini di miglioramento del team irpino sono ancora molti, in varie fasi del gioco. Le transizioni difensive non sono ancora perfette, così come i meccanismi e il feeling fra Green e compagni sembrano essere in divenire. Nella metà campo offensiva ci sono ancora titubanze e alcuni componenti del roster sono ancora indietro nella comprensione di giochi e letture che necessitano di tempo per essere assimilate.

Tempo, quello sembra mancare in casa Scandone, che il prossimo 4 ottobre non sarà al massimo, come diversamente non potrebbe essere. Detto degli aspetti da migliorare rimangono i tanti aspetti positivi, come la capacità di trovare sempre il tiro migliore. Già da ora, questa Sidigas sa e vuole passarsi la palla. Se sulle capacità di farlo il lavoro in palestra può essere fondamentale, sulle intenzioni gli allenamenti possono meno. E la volontà di giocare di squadra, di rinunciare ad un tiro per creare un altro migliore per il proprio compagno, è uno dei fondamenti di una Scandone che non sarà atletica ma che può sfruttare altre caratteristiche. Su quelle stanno lavorando Sacripanti e i componenti dello staff tecnico.

I 29 assist messi a referto contro Agropoli, 26 dei quali sono arrivati in soli tre quarti, sono un segnale più che positivo per i lupi. Così come la crescita di Nunnally, spaesato nelle prime due settimane in Irpinia ed ora in netta ascesa. Così come l'impatto di Blums, sul quale, francamente, c'erano ben pochi dubbi. La strada da percorrere è ancora lunga e le insidie sono sempre dietro l'angolo, ma Avellino sa, almeno in questo momento, di aver imboccato quella giusta.

Alessio Bonazzi