Sono sessanta le gare d’appalto truccate finite in prescrizione all'avvio del procedimento Due Torri bis. Restano in piedi le ipotesi di reato come la concussione e il peculato. Il processo, incardinato con un non luogo a procedere per accuse datate 9 anni fa, ha visto respinte dal tribunale le eccezioni sollevate dalle difese. Il dibattimento coinvolge oltre 70 imputati nell’ambito del blitz nel quale gli inquirenti tracciano scambi di denaro tra imprenditori e funzionari pubblici, tutti accusati di associazione per delinquere. Restano fuori dal processo per i reati di prescrizione tra gli altri, il sindaco di Agropoli, Franco Alfieri, ex assessore provinciale ai Lavori pubblici, accusato di avere intascato mazzette per 25mila euro per orientare alcuni appalti in Provincia. Il pagamento, secondo ricostruzioni, sarebbe avvenuto in due tranche, con 10mila euro versati nel 2006 per il completamente delle strade Campagna-Oliveto Citra e Capaccio-Stio, e 15mila euro per alcuni lavori urgenti, con l'accusa di corruzione caduta.
Sul banco degli degli imputati davanti alla terza sezione penale, c’è l’ex presidente della Provincia, Angelo Villani, che rispondeva di peculato perché avrebbe fatto asfaltare con 40mila euro di fondi pubblici la strada che portava al deposito di un suo supermercato Alvi a Fisciano. Secondo i pubblici ministeri Rocco Alfano e Guglielmo Valenti sarebbe stato messo in piedi un sistema corruttivo che garantiva a un cartello di imprese il monopolio degli appalti. In sede preliminare il giudice Renata Sessa aveva ratificato due patteggiamenti ad un anno e cinque mesi di reclusione per Federico Glielmi di Nocera (tecnico della Provincia) e per lo scafatese Pasquale Vellecca.
Il cartello era guidato dai costruttori nocerini Giovanni e Rino Citarella (patteggiamento) e per il quale ora sono imputati i familiari Prisco e Christian Citarella. A garantire il sodalizio sarebbero state le tangenti ad otto funzionari provinciali, che per la Procura hanno incassato mazzette per importi che variavano dai 3mila ai 50mila euro. Il gruppo si sarebbe radicato anche in altri enti, orientando appalti a raggiera nei Comuni di Agropoli, Nocera Inferiore, Battipaglia e Campobasso. Davanti ai giudici del Tribunale di Salerno, il dibattimento entrerà nel vivo a partire dal prossimo 29 gennaio con le dichiarazioni dei primi testi della Procura.
Redazione Sa