Benevento

Occhio di bue puntato sul “continente nero”, in questo ultimo weekend di settembre, presso il centro “La Pace” di Benevento.  Si sono riuniti da tutta Italia i gruppi che hanno preso parte al convegno “Africa Mission”, iniziata nella serata di ieri, 25 settembre 2015, con al centro  i temi di cooperazione e sviluppo.

Si tratta di una ONG che da oltre quarant'anni assiste la popolazione dell'Uganda, nel centro Africa, che proprio questa mattina ha ospitato Maurizio Patriciello, parroco di Caivano e Samuele Ciambriello, docente universitario. Di particolare importanza e commozione è stato l’intervento di don Patriciello: “La mia è una storia particolare. Prima di divenire prete, ero completamente lontano dai dettami della chiesa cattolica. Un giorno, per caso, diedi un passaggio ad un frate francescano, che mi incuriosì per la sua semplicità. Questa curiosità, mi ha spinto a ritornare da quel francescano e ad iscrivermi successivamente alla facoltà di Teologia. Di giorno frequentavo la facoltà e di pomeriggio e di notte lavoravo in ospedale come caporeparto. Di lì a poco sono entrato in seminario. Avevo ventinove anni" e successivamente ha raccontato la sua esperienza di prete di frontiere ed ambientalista: “Una volta diventato sacerdote, fui nominato parroco di un quartiere malfamato di Napoli, quasi costruito apposta per essere così. Ho impiegato diversi anni a capire cosa volessero realmente i miei confratelli. Tutti i peccati del mondo, sembravano essere colpa mia e della chiesa. Mi sono impegnato a fondo per fare qualcosa di buono, facendolo però sempre da prete. Con il passare del tempo sono stato nominato parroco di Caivano, un paese in provincia di Napoli. Se avessi fatto il parroco altrove, non avrei avuto la percezione di quello che ho capito realmente facendo il parroco là, anche se ero a conoscenza dei problemi della nostra terra".

Un focus anche sulla terra dei fuochi spiegando, così, da dove si origina il problema ad esse legato: “I signorotti di Napoli hanno scaricato il problema della immondizia sulla periferia. I veri camorristi sono loro. Il problema, però, non è rappresentato dalla immondizia di casa, ma dagli scarichi e dai rifiuti delle industrie. Comunemente, è detta Terra dei fuochi perché è una terra dove bruciano i rifiuti, rifiuti tossici, che producono fumo nero, non quello bello, rosso vivo. Dobbiamo raccontare la verità, la realtà delle cose.  A livello giornalistico, devo dire che la battaglia contro la terra dei fuochi l’ha portata avanti il giornale Avvenire, che ringrazierò sempre”.

“Con papa Francesco, si è avuta l'epifania di una nuova religiosità” ha esordito  così Ciambriello Samuele che ha posto al centro del suo intervento, l’Enciclica di Papa Francesco, “Laudato sì”, spiegandone i risvolti e le ripercussioni che tale enciclica sta avendo dalla sua pubblicazione: “Il pontefice ha rafforzato, con il suo operato, la educazione alla solidarietà universale. Il riferimento a Francesco, santo di Assisi e santo per eccellenza, stimato anche dai non credenti, non è casuale. Il papa ci invita ad avere il coraggio di cambiare le cose. A cambiare il corso delle cose, a non arrenderci di fronte alle difficoltà. Bergoglio, nella sua enciclica, pone al centro dell'attenzione la sollecitazione a "convertirsi ecologicamente", a custodire il creato, a salvaguardare la nostra terra, che è maltrattata, saccheggiata e che lancia gemiti di dolore. Dobbiamo avere la responsabilità, afferma il Papa, di essere fedeli alla bellezza del creato”. Lo stesso Ciambriello ha poi rivolto un invito ai membri dell’associazione: “Come membri di Africa mission - cooperazione e sviluppo, avete il dovere di impegnarvi per cambiare il corso delle cose. Nel quarto capitolo della sua enciclica, il papa fa espressamente riferimento al diritto universale ad avere acqua potabile. La vostra opera, in Uganda, è ammirevole e la vostra dedizione a tale opera, è assai significativa” ed ha infine concluso: “Bisogna che si torni indietro per ripartire dagli ultimi. Scienza e tecnologia, infatti, sono un prodotto meraviglioso della intelligenza umana. Bisogna però che siano nella disponibilità di tutti e non solo di "pochi eletti"”.

Appuntamento ancora domani, 27 settembre 2015, con il presidente di Africa Mission, don Maurizio Noberini e di Carlo Antonello, presidente di Cooperazione e sviluppo, braccio organizzativo della ONG.

Annalisa Ucci