Benevento

Giù la liquidità, i prestiti a imprese e cittadini e cresce a dismisura il ricorso agli strozzini. E la Campania è la terra che, secondo l'analisi della Cgia di Mestre, è più esposta all'usura. Se il credit crunch, negli ultimi anni si è mangiato più di 100 miliardi di euro di pari passo è andata la “fame” dell'usura, il numero di estorsioni e di delitti legati all’usura denunciato dalle forze dell’ordine all’Autorità giudiziaria è aumentato in misura esponenziale. Se nel 2011 le denunce di usura erano 352, nel 2013 (ultimo dato disponibile) sono salite a 460 (+30,7 per cento); le estorsioni, invece, sono passate da 6.099 a 6.884 (+12,9 per cento). E l'equazione che porta la Campania al top di questa classifica è semplice: meno prestiti, meno liquidità, tanta disoccupazione uguale aumento dell'usura a livelli vertiginosi. Per quanto riguarda il metodo di calcolo utilizzato dalla Cgia: rispetto ad un indicatore nazionale medio pari a 100, la situazione più critica si presenta in Campania: l’indice del rischio usura è pari a 155,1 (pari al 55,1 per cento in più della media Italia), in Calabria a 146,6 (46,6 per cento in più rispetto alla media nazionale), in Sicilia si ferma a 145,3 (45,3 per cento in più della media Italia), in Puglia a 136,3 (36,3 per cento in più della media nazionale) e in Basilicata il livello raggiunge quota 133,2 (33,2 per cento in più della media Italia). Aumentano le denunce, ma non basta, anzi, il numero di denunce, secondo chi ha elaborato la ricerca, rappresenta solo un campione infinetesimo dei casi di artigiani, negozianti e cittadini finiti tra le mani degli strozzini.  

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